Pio XII non era filonazista e potrebbe essere beatificato anche domani” e il terzo segreto di Fatima “è stato rivelato tutto ma ciò non toglie che può darsi che succeda ancora che sparino a un Papa come si legge nel testo dell’ultima veggente”. A parlare in esclusiva a ilfattoquotidiano.it è il cardinale portoghese José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro La santità è possibile (Libreria editrice vaticana). Nel salone di casa il porporato ha alcuni scatti che definisce “storici” insieme a Benedetto XVI e Francesco, e poi alcune foto che chiama “scandalose” con il suo “vecchio amico” Bergoglio il giorno dopo l’elezione al pontificato. “Non solo ci abbracciamo ma ci baciamo anche perché siamo amici da tanto tempo. Al cardinale che ha salutato prima di me il Papa ha dato solo la mano”, chiosa con un accenno di sorriso. La domanda è d’obbligo anche se non è stato elettore al conclave del 2013, avendo già superato gli 80 anni, ma soltanto a quello del 2005: si aspettava di vederlo vestito di bianco? “Ma già l’altra volta…”.

Eminenza, come può essere santa una Chiesa fatta di peccatori?
Gesù ci ha dato la risposta. La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica ma è anche una Chiesa santificanda, come si dice in latino. Anche se è santa ha un continuo bisogno di santificarsi. La presenza dei peccatori nella Chiesa c’è stata sempre, c’è e ci sarà perché ha una dimensione umana con tutte le conseguenze. Perciò Cristo ha istituito il sacramento del perdono perché ha previsto già che ci siano i peccatori. Dobbiamo essere realisti. Il peccato nella Chiesa è normale.

Una domanda ricorrente tra i fedeli: quanto costa diventare santi? Ci sono tariffari? E se qualche santo non se lo può permettere?
Si arriva a essere santi secondo le norme giuridiche della Chiesa che sono estremamente rigorose. C’è un processo di beatificazione e di canonizzazione. La prima tappa è quella diocesana nella chiesa di appartenenza del candidato agli altari dove si deve constatare se ha la fama di santità. Sono i laici a dire se questa persona è santa o meno. Il vescovo non fa altro che verificare se la fama di santità ha fondamento reale. Se ciò viene constatato allora inizia la fase romana e inizia il processo alla Congregazione delle cause dei santi con varie tappe rigorose. Per quanto riguarda le virtù i teologi devono vedere se si evince che il candidato ha davvero la fama di santità affermata dai fedeli. Se ciò viene verificato il prefetto raduna tutti i 30 cardinali membri della Congregazione che devono approvare o meno quanto affermato dai teologi. In caso positivo si porta tutta la documentazione al Papa che, se approva, chiede al prefetto di emanare un decreto sull’eroicità delle virtù. Da quel momento il candidato agli altari si incomincia a chiamare venerabile servo di Dio.

E il miracolo?
È una tappa molto difficile. Quando arrivano a Roma le informazioni sulle guarigioni un gruppo di 70 medici della Congregazione, specializzati nei vari settori della medicina attuale, verifica se la guarigione è immediata, completa e duratura. I medici non devono parlare di miracolo, non tocca a loro. Se approvano si passa ai teologi che studiano il nesso causale tra le guarigioni inspiegabili e la preghiera fatta a Dio per intercessione della persona invocata. Poi si passa ai cardinali che hanno un mese per studiare tutta la documentazione e devono approvare o no le conclusioni dei medici e dei teologi. Infine, se il Papa approva, il prefetto emana il decreto sul miracolo. Il processo è concluso e si può procedere alla beatificazione. Per la canonizzazione il Papa convoca un concistoro per chiedere ai cardinali se sono d’accordo. Alla Chiesa interessa la verità e basta.

Tutto questo ha dei costi però.
Può sembrare strano ma alla Congregazione non rimane un centesimo. Molte volte c’è l’idea che sia un dicastero ricco con un processo caro. I soldi riguardano solo il postulatore che ha il capitale. È lui che paga i medici e i teologi. Il giorno prima che si riuniscano porta le buste con i soldi per ogni medico specialista.

Quanto?
Poco perché sono tutti professori universitari e non hanno bisogno di soldi. La Congregazione si limita a consegnare le buste e ha anche un fondo per aiutare le cause povere, in particolare quelle dei Paesi ex comunisti. Non sono molti soldi però esiste. I membri della Congregazione, invece, sono pagati come quelli di tutti gli altri dicasteri della Curia romana.

Possiamo quantificare il costo di un processo completo?
No, non si può perché a volte si rende necessaria una seconda riunione dei medici allora è chiaro che bisogna pagare due volte. Ogni processo ha una storia a sé.

Come contrastare la vendita delle reliquie che avviene anche via internet? C’è anche chi confessa di aver spacciato l’acqua del rubinetto di casa per quella di Lourdes.
Bisogna essere molto rigorosi. Non ci devono essere facili concessioni delle reliquie. Ci vuole molta prudenza.

Tra le cause più scottanti c’è quella di Pio XII per i rapporti con gli ebrei e le accuse di negazionismo sulla Shoah. Cosa prevede?
Pacelli è stato un grandissimo Papa. L’idea del concilio ecumenico è sua ma ciò non si legge da nessuna parte. Aveva nominato una commissione per studiare i problemi della Chiesa. Giovanni XXIII ha ripreso la sua idea e ha avuto la grande saggezza di convocare il Vaticano II. In realtà Pio XII è stato un Papa conciliare perché molti dei suoi insegnamenti sono stati ripresi e sviluppati dal concilio e, infatti, nei documenti del Vaticano II viene citato 64 volte, secondo solo alla Bibbia. Si dice spesso che Pio XII era filonazista: è un falso storico. Era anticomunista come tutti noi, come la Chiesa. Hanno ragionato dicendo: Pacelli non era comunista quindi era fascista. A lui si deve il fatto che l’Europa non è stata conquistata dal comunismo. Hitler si domandava spesso nella sua ignoranza quanti soldati avesse il Vaticano. Una volta parlando di come pensava la Curia ha detto che a Roma c’era soltanto un cardinale che lo comprendeva e non era Pacelli. Io ho dovuto lottare molto contro la tesi di Pio XII filonazista. L’ho portato fino alla proclamazione eroica delle virtù che è l’unica cosa indispensabile per la beatificazione perché dal miracolo può essere dispensato come avvenuto con Giovanni XXIII. Volendo si potrebbe beatificare anche domani.

Guardando a Fatima il suo cuore portoghese quando pensa che sarà beatificata l’ultima veggente suor Lucia? E cosa risponde a chi sostiene che il terzo segreto non sia ancora stato rivelato?
Mi auguro che possa essere beatificata nel 2017 nel centenario delle apparizioni. Comunque sono sicuro che prima o poi arriverà alla beatificazione senza problemi. Sul terzo segreto tutto quello che la Madonna ha detto ai pastorelli è stato pubblicato. Prima che fosse rivelato il testo, nel 2000, mi fu chiesto di rivedere l’originale portoghese e posso accertare che non manca nulla. Ciò non toglie che può darsi che succeda ancora che sparino a un vescovo vestito di bianco. Tutto è possibile.

Lei crede alle apparizioni di Medjugorje? Pensa che la Chiesa si pronuncerà a breve?
Una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini si è occupata di questo fenomeno. Sarà il Papa a decidere alla fine. Anche Lourdes e Fatima prima di essere approvate hanno atteso molto tempo. Quasi tutti dicono che finirà bene e anche io ne sono convinto. Ma bisogna aspettare. Io non sono né pro né contro. Bisogna vedere cosa deciderà la Chiesa. Medjugorje non è la continuazione di Fatima così come Fatima non è la continuazione di Lourdes perché molti aspetti sono diversi.

Twitter: @FrancescoGrana