“Il matrimonio è il cammino insieme di un uomo e di una donna”, è “la reciprocità delle differenze”, non una “fiction“. Papa Francesco lo ha ribadito con grande chiarezza celebrando per la prima volta 20 matrimoni nella Basilica Vaticana. Prima di lui soltanto San Giovanni Paolo II aveva unito in matrimonio numerose coppie di fidanzati in occasione del primo incontro mondiale delle famiglie, nel 1994, e del giubileo delle famiglie nel 2000. Tra le coppie sposate da Bergoglio c’erano anche conviventi, divorziati con annullamento della Sacra Rota e una ragazza madre. Storie assai diverse: dal cassaintegrato al ballerino, dalla commessa all’impiegata, dai ventenni ai cinquantenni.

Nell’omelia il Papa non ha voluto edulcorare la vita matrimoniale condannando la “tentazione dello scoraggiamento, dell’infedeltà, della regressione e dell’abbandono”, invitando gli sposi a “mantenere il loro amore e a rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce”. Per Francesco nella vita coniugale “l’uomo ha il compito di aiutare la moglie a essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito a essere più uomo”, ma “non è un cammino liscio, senza conflitti, no, non sarebbe umano. È un viaggio impegnativo, a volte difficile”, ha precisato il Papa, “a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una ‘fiction’! È sacramento dell’amore di Cristo e della Chiesa, un amore che trova nella croce la sua verifica e la sua garanzia”.

Lo sguardo di Bergoglio, però, si è rivolto anche alle famiglie in vista del Sinodo dei vescovi che si terrà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano e che dovrà discuterà anche la riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. Un tema scottante all’interno del cattolicesimo come ha dimostrato il sondaggio che il Papa ha voluto fosse somministrato a credenti e non di tutto il pianeta e che è servito come base di partenza per il documento preparatorio dell’assemblea sinodale. “È incalcolabile”, ha sottolineato il Papa, “la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà. Le famiglie sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i ‘mattoni’ per la costruzione della società”. Infine, il consiglio ormai abituale che il Papa, fin da quando era ancora cardinale arcivescovo di Buenos Aires, riserva agli sposi: “Litigate pure, fate volare anche i piatti se è necessario, ma mai finire la giornata senza fare la pace. Mai! Basta un gesto”.