Attacco frontale del premier Matteo Renzi contro l’Anm e i sindacati, in particolare quelli delle forze dell’ordine. Ospite di “Porta a porta” (Rai Uno), nella prima puntata della nuova stagione del talk show di approfondimento, il presidente del consiglio esprime gratitudine alle forze dell’ordine per il lavoro che svolgono, ma definisce “indecoroso” e “illegale” lo sciopero minacciato dai sindacati di polizia. E avverte: “La discussione economica c’è. Noi stavamo discutendo. Ma a fronte della dichiarazione del ministro Madia che ha detto che nel 2015 sarà difficile, se non impossibile, avere lo sblocco degli stipendi sul blocco degli scatti, c’è stata una reazione inaccettabile. Hanno posto il tema dello sciopero che è illegale per le forze dell’ordine, va contro la legge”. Renzi aggiunge: “Ai tutori della legalità non ho bisogno di chiedere il rispetto della legalità, i loro sindacalisti però si sono comportati in modo indecoroso. I signori sindacalisti delle forze di polizia si rimangino tutto quello che hanno detto, per rispetto ai loro colleghi. Poi si ragiona“. Stoccata anche alla Cgil che ha annunciato una mobilitazione generale agli inizi di ottobre: “Hanno deciso di fare sciopero a prescindere. L’unica misura economica che abbiamo adottato è consistita negli 80 euro in più e nel dimezzamento dei permessi sindacali nella pubblica amministrazione. E fanno sciopero contro il governo. Faremo uno sforzo per inventarci qualcosa perché almeno possano fare una bella manifestazione contro il governo“. E infine la polemica sulla riforma della giustizia: “L’Anm è insorta? Brrrr, che paura. Noi andremo avanti.. Deve valere la responsabilità civile dei magistrati: quando sbagliano, devono pagare. E poi fanno 45 giorni di ferie i tribunali. Vi sembra normale che un tribunale sia chiuso dal 1 agosto al 15 settembre? Per aprirlo devi scassinare una banca“. Il premier conclude: “Siccome noi del governo siamo seri, abbiamo scontentato sia magistrati, sia avvocati. Oggi mi hanno detto che abbiamo contro magistrati e Forza Italia. E io ho risposto: ‘Ma vieni, alla grande’“. Qualcuno si arrabbia? Si arrabbi. Fanno sciopero? Facciano sciopero. Possono fare quello che credono. La gente mi dice di non mollare. E io non mollo