L’Italia parteciperà a nuovi interventi anti-pirateria solo se prima sarà risolta la vicenda dei due marò detenuti in India. A deciderlo sono state le commissioni Esteri e Difesa della Camera che hanno dato il via libera alla riformulazione dell’emendamento Pini. Prima verranno terminate quelle in corso, ha spiegato il presidente della Commissione difesa alla Camera Elio Vito, mentre per il futuro la valutazione sarà vincolata alla soluzione del caso dei due fucilieri.

“Il governo approva”, ha reso poi noto un comunicato del Carroccio, “con riformulazioni, l’emendamento del deputato leghista Gianluca Pini che subordina alla risoluzione del caso dei marò l’appoggio alle operazioni antipirateria di Ue e Nato nell’oceano Indiano. Nessun contributo di mezzi e militari italiani all’Ue e alla Nato, nell’ambito delle missioni ‘Atalanta’ e ‘Ocean Shield’, se i marò non faranno immediatamente ritorno a casa. Non prestiamo risorse e forze a chi ci nega un sostegno. O l’appoggio internazionale è concreto, reale e risolutivo o è il caso di chiudere da subito alle operazioni in team. I fatti parlano chiaro: non è con i salamelecchi che si sbloccherà in sede internazionale la vergogna del caso marò”.