Le vendite all’estero di Pecorino e Fiore Sardo sono aumentate del 20% nel primo quadrimestre del 2014, facendone i prodotti più esportati tra gli alimentari made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sui dati Istat relativi alla prima parte dell’anno. Ma a poche ore dalla pubblicazione del comunicato il Consorzio di tutela del pecorino romano Dop ha lanciato l’allarme, denunciando che il blocco delle importazioni di alimentari provenienti dalla Ue deciso dalla Russia danneggia fortemente i produttori. Tanto che, secondo il presidente del consorzio Gianni Maoddi, la situazione “è preoccupante”. Sono le due facce della stessa medaglia: il grande successo del formaggio sul mercato russo ne ha decretato il boom di vendite, ma ora le tensioni geopolitiche mettono a rischio i produttori.

Il fatto è che gli ordini precedenti all’adozione delle misure restrittive – introdotte in risposta alle sanzioni europee – ora vengono bloccati alla dogana e rispediti al mittente. Così in Sardegna, dove vengono allevate oltre la metà delle pecore presenti sul territorio nazionale, le aziende casearie non incassano i ricavi previsti e devono accollarsi costi aggiuntivi. Secondo quanto riporta il quotidiano Unione Sarda, nel 2013 i quintali inviati a Mosca sono stati 1.700, per un valore di 1,5 milioni di euro. Tra l’altro, continua Maoddi, mentre bloccava l’import da alcuni Paesi “la Russia ha contemporaneamente aperto le porte a Nuova Zelanda, Brasile, Argentina e Svizzera”. Tutti Stati che forniscono prodotti a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quelli all’ingrosso raggiunti dal pecorino romano, che è passato dai 4,8 euro al chilo del 2011 a 8,2 superando per la prima volta la quotazione di 8 euro al chilo del Parmigiano Reggiano a 12 mesi di stagionatura, il formaggio più copiato al mondo, il cui export è in preoccupante calo. Un aumento che, anche qualora il divieto dovesse cadere, penalizzerà i fornitori italiani: “Rischiamo di non poter recuperare più il mercato russo se non adeguandoci, al ribasso, ai prezzi dei nuovi concorrenti”. L’appello del consorzio è rivolto principalmente ai tre eurodeputati sardi Renato Soru (Pd), Salvatore Cicu (FI) e Giulia Moi (M5S), perché si facciano portatori delle loro preoccupazioni al Parlamento europeo. Che di recente ha approvato aiuti per altre categorie di prodotti, come la frutta.