Almeno sei persone sono morte nell’ennesimo naufragio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì 25 agosto nel Canale di Sicilia, diverse miglia a sud di Lampedusa. Un peschereccio con a bordo circa 370 migranti si è capovolto: 364 persone sono state salvate dagli uomini impegnati nell’operazione Mare Nostrum, che hanno recuperato anche sei cadaveri. Sono tuttora in corso ricerche di eventuali dispersi.

Nell’area del naufragio hanno operato in soccorso dei migranti gli uomini delle navi Foscari e Fenice, della Marina Militare, e della motovedetta Cp 904 della Guardia Costiera. Per partecipare alle ricerche dei naufraghi è stato dirottato nella zona anche un mercantile.

Si tratta del terzo naufragio di migranti in poco più di 48 ore: il primo è avvenuto sabato a largo delle coste libiche con un bilancio presunto di oltre 200 vittime; il secondo nella notte tra sabato e domenica con un bilancio di 18 morti.

Sono quasi 4.000 i migranti salvati e recuperati tra venerdì e domenica in numerosi soccorsi effettuati dagli equipaggi delle navi della Marina Militare, Capitanerie di Porto e navi mercantili nell’ambito di Mare Nostrum. Una nota della Marina Militare precisa che “sono stati recuperati anche diversi corpi senza vita”. E a Crotone, in giornata, nave San Giusto sbarcherà con 1367 migranti tra cui 192 donne e 156 minori soccorsi insieme a nave Fenice e alla motovedetta CP 904 della Capitaneria di Porto.

Sulla questione immigrazione interviene il presidente della Camera Laura Boldrini che dalle colonne della Stampa riflette su quanto l’Unione europea potrebbe fare per i migranti: “Decisioni concrete possono essere prese se c’è la volontà politica di mettere in atto alternative alla traversata del mare. In altre parole, bisogna dare ai richiedenti asilo un’ulteriore possibilità anziché lasciarli alla mercé dei trafficanti”.

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