E’ finito sul tavolo della Procura di Bergamo il furto dell’estratto conto di Michele Pezzinga, l’ex commissario Consob che è anche il principale accusatore del presidente della vigilanza dei mercati, Giuseppe Vegas, nel procedimento milanese che indaga sul crac del gruppo Ligresti e sulle ombre che avvolgono la fusione tra Unipol e Fondiaria Sai. Secondo quanto raccolto da ilfattoquotidiano.it, infatti, nei giorni scorsi Ubi Banca – cui fa capo la banca online Iw Bank, dove è aperto il conto corrente di Pezzinga comparso sul Corriere della Sera a metà luglio e circolato in vari dossier “anonimi” all’inizio dell’estate -ha presentato un esposto contro ignoti per frode informatica presso la stessa Procura che da qualche mese sta indagando sull’istituto popolare lombardo. 

Parallelamente procede con la collaborazione di una società esterna, l’inchiesta interna della banca sul furto dei dati del cliente che il gruppo bancario ha avviato fin dal giorno della pubblicazione dell’articolo del Corsera dove, appunto, era riportata una fotografia del conto di Pezzinga. Il quale nei giorni scorsi aveva sottolineato a ilfattoquotidiano.it come nessun altro eccetto lui stesso aveva accesso al suo conto online dal momento che “non ne esiste né è mai esistito alcun rendiconto cartaceo. Non ne ho mai avuto copia neanche io, tanto che io stesso ho avuto qualche difficoltà a ricostruire i movimenti, visto che dal conto posso arrivare solo fino al 2013″. E aveva anticipato che si occuperà quanto prima, al rientro dalle ferie, della denuncia di “questa violazione del segreto bancario che credo sia opportuna ai fini di legge” e meriti pertanto di essere perseguita.

Tanto più che il documento era circolato copiosamente e non solo presso la redazione del Corriere della Sera. Lunedì 21 luglio l’Adusbef di Elio Lannutti aveva fatto sapere di aver ricevuto, il 15 luglio scorso, “un plico anonimo” contenente tra il resto “la rendicontazione di sette anni e mezzo di movimenti del conto” di Pezzinga. Sette giorni prima il dossier era arrivato anche alla Commissione di vigilanza dei mercati, come aveva dichiarato la stessa Authority a ilfattoquotidiano.it il 22 luglio, anche se inizialmente, venerdì 18 luglio a Il Sole 24 Ore, aveva detto soltanto di essere venuta a conoscenza della vicenda “nei giorni precedenti attraverso i contatti telefonici con un giornalista del Corriere della Sera, intercorsi a monte della pubblicazione di un articolo su questo tema, poi apparso il 16 luglio”.