“Le Poste dimostrano con forza all’Ue che sia il primo investimento, sia quest’ultimo, sono un investimento di mercato per cercare sinergie industriali e risorse per il futuro”. A sostenere ancora una volta che l’intervento del gruppo pubblico al capezzale di Alitalia non è l’ennesimo aiuto di Stato alla compagnia aerea è stato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. “Alla faccia di quelli che tifano perché vada male, questo è un bel segnale se fosse stato un aiuto di Stato non se ne sarebbe parlato così tanto”, ha aggiunto alla vigilia della firma dell’intesa tra Alitalia ed Etihad“Sull’Europa noi siamo tranquilli, abbiamo seguito tutti i dettagli e a fine agosto, inizio settembre, presenteremo il dossier all’Europa in cui spieghiamo passo dopo passo quello che abbiamo fatto”, ha proseguito. “Comprendiamo le reazioni dei concorrenti, ma una cosa è la concorrenza e un’altra è usare l’Europa per evitare la concorrenza: noi non l’accettiamo ma siamo convinti che ognuno farà la propria parte, anche l’Europa”. Quanto ai problemi con i sindacati, secondo Lupi “sul contratto del trasporto aereo e la riduzione del costo del lavoro in Alitalia l’accordo con i sindacati è valido e spero che in queste ore anche la Uil sottoscriva: il lavoro lo si difende solo attraverso il rilancio dell’impresa”. Il ministro ha quindi ribadito di ritenere “incomprensibile e intollerabile quanto sta accadendo a Fiumicino, inaccettabile che i passeggeri debbano subire disagi in un momento in cui si sta salvando un’impresa”. E per quanto riguarda gli esuberi ha assicurato che verranno gestiti “con intelligenza”.

Sul caso dello sciopero bianco a Fiumicino è intervenuto anche il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che ha scritto ai vertici di Alitalia, chiedendo “ogni informazione utile ad individuare i soggetti responsabili delle iniziative” di protesta del lavoratori addetti alla movimentazione bagagli a Fiumicino. “Dalle informazioni acquisite dal Prefetto di Roma e dalla società Adr– scrive il Garante – appare verificata la riconducibilità dell’azione di protesta all’ambito di applicazione della legge 146 del 1990″ che indica le norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali”. Secondo l’orientamento Ue, “la realizzazione di forme di lotta sindacale diverse dallo sciopero – le quali, per entità, durata o modalità di attuazione siano tali da provocare una significativa riduzione o disorganizzazione del servizio pubblico essenziale – deve avvenire nel rispetto degli obblighi di preavviso, di predeterminazione della durata, nonchè di erogazione delle prestazioni indispensabili”, precisa il Garante. Quindi “si chiede di precisare se l’organizzazione dell’azione di sciopero sia riferibile ad un soggetto collettivo (organizzazioni sindacali, Rsu, Rsa, etc.), ovvero sia il risultato di un’iniziativa spontanea dei lavoratori”. Al termine dell’istruttoria, l’Autorità di garanzia “valuterà l’apertura di un procedimento per l’irrogazione delle sanzioni contro quanti hanno causato gravi disagi all’utenza, tra l’altro nel corso delle franchigie estive, ovvero i periodi nei quali vietata ogni azione di sciopero nei servizi pubblici essenziali”, conclude il Alesse.

Nella sala di controllo, intanto, sembra quasi tutto pronto per la firma. Giovedì mattina a Palazzo Chigi si è tenuto l’incontro tra il governo ed Etihad. L’esecutivo era rappresentato dal sottosegretario alla presidenza, Graziano Delrio, dal ministro delle Infrastrutture e dai vertici del ministero dell’Economia. Per Etihad c’erano James Hogan, presidente e amministratore delegato della compagnia araba, con gli stretti collaboratori. “L’incontro – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha confermato l’esito positivo delle trattative con soddisfazione reciproca“. Secondo Lupi “è stato fatto un buonissimo lavoro, oggi si definiranno gli ultimi dettagli e domani si chiude. Anche dopo i dati di ieri questo rappresenta una grande iniezione di fiducia per il Paese”. Il ministro, poi, sostiene che il ritorno alla redditività di Alitalia, grazie al piano di rilancio con Etihad, attirerà, in futuro, anche nuovi azionisti. “Il piano prevede che l’azienda si sviluppi e raggiunga il pareggio di bilancio nel 2017 e quando l’azienda tornerà a fare utili, ci saranno le banche che torneranno a fare le banche e altri azionisti che investiranno”, ha detto a chi gli chiedeva se, in prospettiva, alla scadenza del lock up (l’impegno a non vendere le quote), non destasse preoccupazione il fatto che azionisti di peso come Intesa Sanpaolo e Unicredit possano dismettere la propria quota nel capitale della compagnia. Per Lupi, “è importante che la maggioranza dell’azionariato rimanga italiano ed europeo oggi ma anche domani”.