Oltre il danno, la beffa. Non c’è espressione migliore per descrivere quello che sta succedendo nei comuni mantovani colpiti dal sisma del 2012 e inseriti nel cosiddetto “cratere” quali zone più danneggiate. Succede che diversi tecnici privati stanno chiedendo tariffe maggiorate, rispetto a quanto previsto dai decreti per redigere le pratiche di rimborso, alle famiglie che hanno visto le loro abitazioni danneggiate dal terremoto. Ma c’è di più. Sono parecchie le segnalazioni, testimoniate dalle bollette, di persone che si sono viste recapitare dall’Enel tariffe da “seconda casa”, quindi più elevate del normale, poiché hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni, dichiarate inagibili, e sistemarsi altrove.

Una situazione paradossale , che Simona Maretti, sindaco di Moglia – il paese mantovano più danneggiato dal terremoto con 829 edifici inagibili e oltre 100 famiglie sfollate – ha denunciato l’altro giorno all’assessore regionale alla casa e all’housing sociale della Lombardia, Paola Bulbarelli, in visita ai centri colpiti. “Non possiamo tollerare certi comportamenti – spiega il sindaco – soprattutto perché vanno a colpire famiglie già duramente toccate dal terremoto, che in molti casi, ha tolto loro la casa”.

Sono settecento, attualmente, i nuclei famigliari mantovani che stanno facendo i conti con le conseguenze del sisma. “Su entrambi i fronti – ha detto l’assessore Bulbarelli – dobbiamo capire come intervenire. Sto pensando a un protocollo d’intesa con gli ordini professionali in modo da mettere paletti certi entro i quali definire le parcelle dei tecnici per cercare di calmierare le tariffe”. Per quanto riguarda l’Enel, l’assessore Bulbarelli a ilfattoquotidiano.it ha riferito che l’azienda si è detta “disponibile a eivedere le bollette da ‘seconda casa'”. Una situazione paradossale, quella che coinvolge il colosso dell’energia, se si pensa che subito dopo il terremoto l’azienda, per venire incontro alle famiglie colpite, aveva sospeso e poi rateizzato i pagamenti delle bollette. E oggi quelle famiglie che sono dovute andarsene dalla propria abitazione, obbligate dalle norme di sicurezza, si vedono recapitare conti salati come se si trovassero in villeggiatura, nella loro seconda casa.

Nonostante tutto c’è una buona notizia per le zone mantovane colpite dal sisma. Arriva dal governatore lombardo Roberto Maroni che il 21 luglio ha firmato un’ordinanza che permette – grazie a uno stanziamento di 300mila euro – ai Comuni inseriti nel “cratere” di assumere ulteriori 11 unità di personale fino ad aprile del prossimo anno. Un provvedimento molto atteso perché consente di alleggerire l’enorme carico di lavoro degli uffici tecnici, alle prese con moltissime domande di accesso ai contributi per la ricostruzione. La Regione ha anche stanziato oltre cinque milioni di euro per il ripristino di attività produttive nei settori agricolo, industriale, commerciale e turistico.