Lo si può avvistare dal porto genovese, il relitto della Costa concordia, che ora si trova a 20 miglia dalla costa. Il convoglio da questa mattina è visibile dalle alture genovesi, e ancora prima dal Tigullio.  Partito mercoledì dall’isola del Giglio, la nave è in arrivo a Genova, dove sarà smantellata. “Le operazioni dovranno essere effettuate a luce piena. Domani il sole sorgerà alle sei del mattino, e a quell’ora ci sarà l’inizio della presa in carico dei rimorchiatori del porto di Genova”, ha fatto sapere il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli dopo un vertice in Capitaneria. “Pensiamo che tra le 15 e le 16 sarà in sicurezza in banchina”. Operazioni che Gabrielli ha detto saranno “molto lente”, tanto che la nave dovrebbe avviarsi verso l’ingresso del porto di Prà-Voltri verso le 10.

Dureranno sei ora le operazioni di attracco –  Le operazioni di ingresso e attracco saranno molto complesse e dureranno sei ore;  l’arrivo all’ormeggio è previsto per le 12 – 13, altre due ore saranno necessarie per l’ormeggio finale. La fine delle manovre di attracco è previsto tra le 15 e le 16, mentre la cerimonia con cui verrà salutata la conclusione dell’operazione dovrebbe iniziare alle 17.  

Renzi ad attendere il relitto – Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà tra gli spettatori dell’arrivo del relitto al porto. A confermarlo, al termine di un vertice, il vice prefetto reggente, Paolo D’Attilio. “Il presidente del Consiglio Renzi sarà presente in banchina quando la Concordia avrà concluso le manovre di attracco. Il suo arrivo è previsto nel pomeriggio”, ha spiegato D’Attilio. Il presidente del consiglio sarà presente ala cerimonia che inizierà alle 17, insieme alle autorità cittadine e regionali, tra cui il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo e il commissario della Provincia di Genova Piero Fossati.

Legambiente: “Giusto smantellarla in Italia” – Legambiente si dichiara “soddisfatta” delle operazioni di smantellamento del relitto, mentre segue su Goletta Verde la navigazione. “Il naufragio della Concordia obbliga l’Europa a ripensare in casa propria la fine delle navi per dire basta alla vergogna della rottamazione in Paesi poco attenti all’ambiente e alla sicurezza”, dice Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. “Non si possono più fare ragionamenti di risparmio economico su vicende come quelle della Concordia, è ora di dar avvio ad una rottamazione virtuosa e innovativa”. Il responsabile scientifico di Legambiente sottolinea con orgoglio che, dopo decenni, una nave italiana, “non ha puntato la sua prua per l’ultimo viaggio verso le coste di India, Turchia, oppure Bangladesh, ma verso il proprio Paese”, rilanciando verso la necessità di “attivare al più presto un sito nazionale per lo smaltimento delle navi colmando così il buco industriale italiano in questo settore”.