Non solo le “raccomandazioni”Si allargano ad alcuni viaggi del World Expo Tour, la missione organizzata dalla Regione Lombardia per promuovere all’estero l’Esposizione universale, gli accertamenti condotti dalla Procura di Busto Arsizio nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati per induzione indebita il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il capo della sua segreteria, Giacomo Ciriello, per presunte pressioni per far ottenere contratti di collaborazione a due professioniste.

Cinque funzionari della Regione Lombardia e di Expo 2015 Spa sono stati ascoltati dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Pasquale Addesso con l’obiettivo di fare chiarezza sulle spese e sulla composizione delle delegazioni che hanno partecipato ai viaggi e anche per valutare un’eventuale ipotesi di peculato o di altri reati. In particolare è finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura la missione a Tokyo del 2 giugno scorso, coordinata dal ministero degli Esteri, alla quale ha partecipato tra gli altri il vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani. Viaggio definito “in stile prima Repubblica” da fonti vicine alle indagini. La missione nella capitale giapponese era stata organizzata per Maroni, ma il governatore il giorno della partenza delegò il suo vice e assessore alla Salute, Mario Mantovani, a rappresentarlo. Maroni, il 2 giugno, si trovava infatti a Berna per un’altra tappa del Tour, nell’ambito del quale dal gennaio scorso sono state effettuate missioni anche in città come Barcellona, Bruxelles, Parigi e Berlino.

“Da quando ci sono io la Regione Lombardia ha ridotto oneri di gestione e costi di missioni istituzionali. Controllate pure”, ha commentato Maroni su Twitter. Mentre la Regione Lombardia, in una nota, ha precisato che nel viaggio promozionale per l’Expo a Tokyo la delegazione regionale “era composta solo da 4 persone compreso Mantovani, e ha avuto un costo totale tutto compreso inferiore a 25mila euro: numero di partecipanti e costi infinitamente inferiori a qualunque altra missione svoltasi durante la cosiddetta prima Repubblica e anche negli anni più recenti”.

In seguito agli accertamenti potrebbe aprirsi quindi un altro filone nell’inchiesta sulle presunte pressioni per far ottenere contratti di collaborazione con Expo 2015 e con Eupolis, ente della Regione, alle due professioniste, Mara Carluccio e Maria Grazia Paturzo, che lavoravano per Maroni quando era ministro. Paturzo aveva ottenuto un contratto di collaborazione con Expo 2015 da 5.000 euro al mese proprio con il compito di seguire eventi come il World Expo Tour e il tour nelle province lombarde per promuovere l’Esposizione universale. Carluccio lavorava invece per Eupolis: il direttore dell’ente, Alberto Brugnoli, risulta indagato nella stessa inchiesta. Le audizioni di funzionari della Regione Lombardia e di Expo 2015 che si sono tenute si sarebbero concentrate quindi sui viaggi della missione anche per valutare se le delegazioni fossero ‘gonfiate’ da persone la cui presenza non era strettamente necessaria.

Sono state ascoltate, tra gli altri, la segretaria del giornalista Roberto Arditti, direttore comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015, e una storica funzionaria degli uffici della Regione Lombardia, Paola Zanicotti. Nei prossimi giorni verrà sentito Ciriello. I pm restano intenzionati ad ascoltare anche il presidente della Regione Lombardia, ma nei suoi confronti non è stato ancora emesso un invito a comparire. Gli accertamenti degli inquirenti sul World Expo Tour, intanto, hanno provocato le reazioni della politica lombarda. Mentre i consiglieri regionali di area leghista hanno difeso l’operato di Maroni, le opposizioni hanno chiesto alla Giunta di centrodestra chiarimenti sulle spese per i viaggi.