Criticato sul blog di Beppe Grillo prima, e sconfessato da Gianroberto Casaleggio dopo, alla fine l’incontro della discordia non si farà. È stato infatti annullato l’appuntamento del 16 luglio organizzato da alcuni comuni dell’appenino bolognese e dedicato ai neoeletti del Movimento 5 stelle, che vedeva come relatori, tra gli altri, anche il consigliere regionale dell’Emilia Romagna, Andrea Defranceschi. Lo hanno reso noto i promotori stessi attraverso un comunicato, in cui non si nasconde l’amarezza. “Date le evidenti incomprensioni sul senso del nostro incontro, ci troviamo costretti ad annullarlo” si legge nella nota firmata dal Movimento 5 stelle di Monzuno, comune in provincia di Bologna.

Nei giorni scorsi il raduno aveva creato un vero e proprio caso, alimentando i malumori interni e allungando la distanza tra alcuni 5 stelle emiliano romagnoli e i vertici del Movimento. A scatenare la bufera era stato un primo post, non firmato, apparso su beppegrillo.it. Nell’intervento l’iniziativa veniva condannata e definita come “scuola di politica”. In risposta però gli organizzatori avevano confermato l’appuntamento. E così, a due giorni dall’incontro, aveva preso la parola direttamente il cofondatore del Movimento, Casaleggio, per ribadire i suo no. Ed è stato proprio quest’ultimo rimprovero a spingere Defranceschi a ritirare la sua partecipazione e gli attivisti bolognesi a rinunciare definitivamente al meeting. “Non ricordavamo di dover chiedere il permesso per riunirci e scambiarci esperienze” fanno sapere gli iscritti di Monzuno. “Per noi e per il Movimento appena entrato in decine di comuni dell’Appenino e del bolognese -spiegano – sarebbe stato molto utile. È stato scritto e ribadito: non avrebbe avuto niente a che vedere con una scuola, ma evidentemente qualcosa ci sfugge. Il post di Gianroberto Casaleggio dice esattamente quanto scritto anche sul sito regionale, quindi davvero non capiamo il motivo di questo veto, che ci indebolisce sul territorio.”.

Nelle righe successive della nota vengono ringraziati i tre ospiti, invitati a parlare della loro esperienza dentro le istituzioni. Oltre a Defranceschi, in programma c’era Pietro Vandini, eletto a Ravenna e Marco Vagnozzi, presidente del consiglio comunale di Parma. “Un particolare ringraziamento va al nostro capogruppo regionale, che nonostante gli impegni che da solo si trova ad affrontare in Regione, si è sempre reso disponibile ad ascoltare le richieste dei cittadini e portarle dentro le istituzioni. Proprio quello che ci si aspetta da un portavoce a 5 stelle. Per non parlare del presidente del consiglio di Parma e del capogruppo di Ravenna, che si sarebbero fatti ore di macchina di mercoledì sera, alla fine di lunghe giornate di consiglio, per ascoltare e rispondere alle nostre domande. Se di qualcosa sono ‘maestri’, queste persone lo sono di stile”.

E se la singola vicenda può dirsi chiusa, tra molti 5 stelle rimane comunque l’amarezza per una polemica che ancora non riescono a spiegarsi pienamente. Una discussione interna su un incontro locale che non si è tentato di risolvere dietro le quinte. Anzi, è stata data in pasto al web, pubblicandola a più riprese sul sito di Beppe Grillo. Il tutto mentre in Emilia Romagna è aperto il dibattito sul post-Errani. “Mi avevano invitato e avevo dato la disponibilità molto tranquillamente”, è il commento di Vandini. “Altrettanto tranquillamente ho poi declinato l’invito, perché mi sembra ridicolo alimentare queste discussioni surreali. Queste cose interessano davvero poco. Magari interesserà di più ai cittadini della nostra regione come evitare di prestare il fianco ai detrattori del Movimento, ringalluzziti da queste polemiche ridicole, che attendono le elezioni regionali per dirci che pilotiamo i voti o che i nostri metodi di selezione sono poco trasparenti. Ecco, ragioniamo come fare per evitare questo. Parliamo quindi di cose più interessanti e più importanti di come definire incontri che fanno tutti sul territorio”.