Non si placa la polemica per l’incontro del 16 luglio, promosso da alcuni comuni dell’appenino bolognese e rivolto agli eletti del Movimento 5 stelle, entrati nei consigli comunali con il voto di fine maggio. Già condannata come “scuola di politica” sul blog di Beppe Grillo, nelle scorse ore l’iniziativa è stata confermata online dagli organizzatori e dai 3 relatori, il consigliere regionale Andrea Defranceschi, l’eletto a Ravenna, Pietro Vandini e il presidente del consiglio comunale di Parma, Marco Vagnozzi. Salvo essere sconfessata nuovamente, dopo poche ore, da Gianroberto Casaleggio attraverso un altro intervento sul sito beppegrillo.it: “Nel M5S”, si legge, “non esistono scuole di politica, né organizzazioni regionali come il M5s Emilia Romagna”.

L’attacco di Casaleggio riaccende le tensioni in Emilia Romagna, a pochi giorni dai segnali di pace lanciati da Grillo a Pizzarotti, e in un momento delicatissimo per il Movimento 5 stelle. Dopo le dimissioni di Errani, condannato a un anno per il caso Terremerse, si è aperta anche per il Movimento la sfida per la presidenza della Regione. L’unico in campo per ora è Defranceschi, in cerca del bis in Viale Aldo Moro. Anche se il suo nome appare già a rischio, per via del suo coinvolgimento nel caso delle interviste a pagamento. Casaleggio, dal blog infatti avverte: “I candidati nelle liste M5S non potranno partecipare se condannati in primo grado o rinviati a giudizio”.

Un botta e risposta a distanza dai toni molto duri, che apre una nuova frattura tra i vertici e una parte di eletti del Movimento in Emilia Romagna. Casaleggio, nel suo post, fa riferimento a un comunicato apparso sul sito del Movimento 5 stelle regionale, in cui i promotori e gli ospiti non solo ricordano ora e luogo dell’incontro (alle 21, nella sala Mazzanti di Vado), ma spiegano anche la natura del ritrovo, aggiungendo di aver avuto il semaforo verde proprio dal cofondatore del Movimento 5 stelle. “Come concordato con Gianroberto Casaleggio– si legge nel comunicato online – l’incontro del 16 luglio avrà luogo, in quanto come egli stesso ha constatato, non ha niente a che vedere con una scuola di politica”. Si tratta, continuano, “di uno scambio con i neoeletti, come da loro richiesto, come decine di altri se ne sono tenuti: a Bologna, in Regione come in tutto il resto d’Italia. Purtroppo, qualcuno si diverte a buttare discredito sul Movimento, e a far arrivare voci sbagliate, ma è bastato molto poco a neutralizzarle”.

Intitolato “Il ruolo del consigliere d’opposizione. Idee per fare un buon lavoro”, il meeting è dedicato a esponenti dei 5 stelle di 10 Comuni del Bolognese, ed è stato organizzato con l’obiettivo di fornire alcune “dritte” su come muoversi tra i corridoi dei consigli comunali. “Entrare nelle istituzioni ci ha permesso di vedere da dentro non solo come funzionano, ma anche come smascherarli e come difenderci. Siamo entrati per raccontare cosa succede lì dentro, e questo continuiamo a fare, esattamente come da nostro mandato viene richiesto. Ci è stato chiesto di partecipare in quanto eletti da più tempo, ma le serate sono aperte a tutti i cittadini a 5 stelle. Chi viene all’incontro non si dovrà aspettare consigli politici ma la condivisione di un tesoro messo a disposizione di tutti e buone pratiche acquisite sul campo. Un campo che ci stiamo prendendo, comune dopo comune”.

Nota che però non è piaciuta a Casaleggio. Tempo poche ore infatti, ha risposto attraverso il blog di Beppe Grillo. Nemmeno venti righe in cui smentisce categoricamente di aver dato il via libera e ribadisce il suo no al raduno. “Io non ho concordato nulla con lui sulle cosiddette scuole di politica” scrive. “Dopo un incontro con alcuni esponenti regionali avvenuto a Milano sull’introduzione di una applicazione Lex per ricevere i contributi sulle leggi regionali dagli iscritti al M5s nelle diverse regioni, il Defranceschi mi ha chiesto di incontrarlo privatamente”. In quell’occasione, racconta, è stata ribadita “la mia contrarietà alle scuole. Ho invece ribadito che incontri ufficiali con i cittadini-eletti per aiutarli a fare i primi passi dentro le diverse macchine amministrative (che per avere maggiore efficacia dovrebbero essere concordati estrutturati in anticipo con lo staff) sono sicuramente utili. Gli ho anche ricordato, a sua domanda, che i candidati nelle liste M5s non potranno partecipare se condannati in primo grado o i rinviati a giudizio. Non ho concordato quindi un bel nulla – conclude- e Defranceschi ha, nel migliore dei casi, male interpretato le mie parole dette in un incontro privato”.