Per protestare contro l’obbligo dell’uso del POS, il sistema di pagamento elettronico per acquisti di importo superiore ai trenta euro, a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, alcuni commercianti offrono ai clienti una possibilità: scegliere di pagare in contanti e ottenere, così, uno sconto sull’acquisto corrispondente al costo (risparmiato) della transazione con carta elettronica. “E’ una forma di protesta perché non vogliamo fare un altro favore alle banche”, dichiara Ciro Esposito, presidente dell’associazione di esercenti AICAST, che ha ideato l’iniziativa. “Il problema non è il POS in sé”, dichiarano i commercianti, “ma i suoi costi. Oltre alla transazione, ci sono i canoni bancari, il conto corrente e le sue spese. Alla fine dell’anno il POS ci costa almeno 1600 euro all’anno. Questo non significa che siamo contro la giusta battaglia all’evasione: va bene il pagamento elettronico, ma almeno ci sollevino da questi costi”. La protesta, cominciata da Pomigliano, si sta diffondendo in diversi altri Comuni dell’hinterland napoletano  di Andrea Postiglione