Viviana Beccalossi è assessore al territorio della Regione Lombardia. Gli ultimi mesi l’hanno vista impegnata in un duro tour de force per battere palmo a palmo tutte le sedi provinciali della regione e promuovere l’attuazione della legge lombarda n. 8/2013, quella che il Presidente Maroni tiene molto ad etichettare come “legge no slot”. L’Assessore invita alla disobbedienza civile. “Boicottiamo i bar con le slot!”, dice.

Cerchiamo però di capire come la legge venga attuata in concreto e al di là degli sforzi retorici.

A marzo è partito il gruppo di lavoro sulla prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico. Ad istituirlo è la stessa legge (art. 4, comma primo, lettera h). Stando alla norma, ne dovrebbero far parte i “rappresentanti delle direzioni generali della Regione competenti in materia, delle Asl, delle associazioni regionali delle imprese, delle associazioni regionali aventi le finalità di prevenzione e contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, di trattamento e recupero delle persone che ne sono affette e di supporto delle loro famiglie, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Lombardia”. Sulla composizione di questi gruppi e tavoli di lavoro (così come su diversi altri punti della legge) noi abbiamo espresso più di una perplessità.

Alcune scelte relative al gruppo-prevenzione-e-trattamento-Gap non fanno che rafforzare il nostro scetticismo. Anzitutto la decisione, presa direttamente dall’ufficio di presidenza della regione, di istituirlo presso la Direzione generale “territorio, urbanistica e difesa del suolo”, la stessa dell’Assessore Beccalossi: date le finalità del gruppo, e dato che la legge regionale non prescrive nulla al riguardo, non sarebbe stata più consona una collocazione alla Direzione generale salute?

I dubbi crescono scorrendo la lista dei membri designati per fare parte del gruppo: nell’elenco di nominativi diffuso inizialmente dalla Regione, il dirigente Asl Alfio Lucchini figurava in qualità di sostituto sia del delegato dell’Asl di Varese Vincenzo Marino, sia del rappresentante di Confcommercio Lombardia Marcello Fiore.

[Le cose nel frattempo sono cambiate, come vedremo nella seconda parte di questo post, online nei prossimi giorni]

Attualmente direttore del dipartimento dipendenze dell’Asl Milano 2, Lucchini fino al 2013 è stato presidente di FeDerSerD (federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze) in cui continua a ricoprire un ruolo di vertice, essendo membro dell’ufficio di direzione, per il quale si occupa di “advocacy e organizzazione dei servizi”. Nel 2009, sotto la sua presidenza, FeDerSerD ha iniziato un sodalizio con Lottomatica Group, cui l’anno scorso si è aggiunta anche Sisal, che ha portato alla creazione di Giocoresponsabile, un servizio di assistenza ai “giocatori problematici”, come vengono definiti sul sito della help line. La notizia venne annunciata in pompa magna da agipronews, un’agenzia di stampa specializzata, che fece uscire articoli sui maggiori quotidiani, tra cui Repubblica e Corriere.

Balza subito agli occhi che il servizio nasce dalla partnership della FeDerSerD di Lucchini con due delle maggiori concessionarie italiane di slot e lotterie, concessionarie che -giova ripetere- sono imprese private che vendono azzardo. Ciò non significa che nel gruppo di lavoro sul Gap Lucchini debba fare per forza l’interesse dei concessionari. Quel che noi non condividiamo è il modello di assistenza di cui Lucchini si è fatto promotore, basato sulla partnership tra un’associazione di operatori del settore e le stesse imprese che fanno affari vendendo il prodotto che genera il rischio-dipendenza.

Ecco cosa dichiarava nel 2009 il direttore generale di Lottomatica Renato Ascoli, commentando il lancio di Giocoresponsabile:

”Aver fatto emergere il gioco ha aiutato il mercato, così come non esiste un gioco che in assoluto generi patologia. Da questo punto di vista, ad esempio, Lotto e Gratta e Vinci sono sullo stesso piano. Il giocatore patologico è infatti onnivoro: la patologia è nella natura del giocatore e non nel meccanismo del gioco”.

In realtà gli studi scientifici in materia smentiscono (anzi ribaltano) le affermazioni di Ascoli. Quindi crediamo che ci si debba chiedere se un ente assistenziale finanziato da chi vende azzardo non sia portato prima o poi a sottovalutare la gravità del fenomeno, appoggiandosi a tesi come quella, già sostenuta da qualche minimizzatore, per cui infondo le poche migliaia di persone che si rivolgono ai servizi non sono una vera e propria emergenza sociale.

Continua

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Le precisazioni di Alfio Lucchini

Dopo aver letto la prima parte di questo post, Alfio Lucchini ci ha contattati telefonicamente. Egli reputa decisamente eccessiva l’attenzione riservata alla sua persona nell’articolo e ravvisa un nostro accanimento del tutto ingiustificato verso FeDerSerD, associazione della quale è stato presidente sino allo scorso anno. Tiene inoltre a precisare che quest’ultima è la federazione che raggruppa il maggior numero di operatori del settore, dunque risulta del tutto normale che vi sia una elevata probabilità che un operatore eletto o nominato in un organismo quale il gruppo di lavoro sul GAP in Regione Lombardia sia anche un membro di FeDerSerD. Aggiunge infine di aver partecipato alla prima riunione di tale gruppo, perché invitato. E’ abbastanza usuale d’altronde che siano presenti anche sostituti, se lo ritengono.

Propone quindi di incontrarci, per confrontare i rispettivi punti di vista.

Confidando di aver correttamente sintetizzato il contenuto della sua telefonata, siamo disponibili a pubblicare una eventuale replica scritta, qualora Alfio Lucchini desideri farcela pervenire.