Sarebbe stato bruciato mentre era ancora vivo. E’ questa l’indicazione emersa dall’autopsia preliminare sul corpo di Mohammed Abu Khdeir, il ragazzo palestinese rapito e ucciso a Gerusalemme Est il 2 luglio, probabilmente per vendetta dopo la morte dei tre studenti ebrei uccisi ad Hebron, in CisgiordaniaA rivelare il risultato del primo esame, al quale ne seguirà un altro definitivo, è stato il procuratore generale palestinese Muhammad Abd al-Ghani Uweili, citato dall’agenzia Maan: “La causa diretta della morte – ha detto – sono le ustioni come risultato del fuoco e le sue complicazioni”. Nei polmoni del ragazzo e nel suo tratto respiratorio i medici dell’Istituto legale Abu Kabir hanno individuato fuliggine, a dimostrazione che,  nonostante una ferita alla parte destra della testa, era ancora vivo quando gli hanno dato fuoco. 

Una notizia che se confermata potrebbe alimentare ulteriori tensioni in una situazione già incandescente, segnata dalla continua pioggia di razzi da Gaza e acuita sabato dalla diffusione su YouTube di un video – contestato da Israele in quanto “montato e non obiettivo” – sul pestaggio da parte della polizia israeliana di un altro giovane, Tariq Abu Khdeir, un cugino 15enne di Mohammed. Il ragazzino, che ha cittadinanza americana, è stato poi fermato e domenica la polizia ha chiesto che la sua detenzione sia prolungata.

Sabato sera gli Stati Uniti si sono fatti sentire, esprimendo preoccupazione e chiedendo a Israele una “inchiesta rapida, trasparente e credibile” su quest’ultima vicenda. Tutta la giornata è stata segnata dal lancio di razzi da Gaza verso il sud di Israele (30 nel fine settimana ebraico), nonostante le voci di un possibile cessate il fuoco. La tensione resta alta lungo la frontiera con la Striscia e nel pomeriggio l’aviazione israeliana ha compiuto un raid centrando “tre obiettivi terroristici”. Subito dopo due razzi sono stati lanciati verso Beersheba – grande centro del Neghev – di cui un intercettato dal sistema antimissili Iron Dome.

Nel quadro di tensione non vanno dimenticati i nuovi incidenti in varie città arabe di Israele e gli scontri particolarmente violenti di venerdì pomeriggio a Gerusalemme est, in occasione dei funerali del ragazzo. La sua famiglia del ragazzo e la leadership palestinese ritengono che il giovane sia stato rapito e ucciso da coloni ebrei per vendicare la morte di Eyal Yifrah, Gilad Shaar e Naftali Fraenkel, anche loro rapiti e uccisi. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito l’omicidio “un crimine abominevole” e ha ordinato al ministro Yitzhak Aharonovitch “un’immediata inchiesta sull’uccisione del giovane palestinese e sulle circostanze intorno alla morte”. Venerdì è stato diffuso un video, registrato da una telecamera di sicurezza del posto, in cui si vede il giovane avvicinato da due persone mentre si trova non distante dalla Moschea. Subito dopo un’auto accosta e riparte con il giovane a bordo. La polizia israeliana ha detto che le circostanze dietro l’omicidio del ragazzo restano al momento “non chiare”.