Uno straordinario episodio di nepotismo o invece un “segno tangibile del rinnovamento in atto”? Non si spengono le polemiche dopo la nomina ad assessore del Comune di Pescara di Veronica Teodoro, 19 anni (20 ad agosto), entrata, quasi a sua insaputa, nell’esecutivo del neo-sindaco (in fotoMarco Alessandrini (figlio di Emilio, il magistrato ammazzato da Prima Linea) su indicazione diretta del padre, il più volte assessore comunale Gianni, ‘pastore’ di un bacino elettorale vasto e inossidabile, tra i re Mida della politica pescarese. Veronica è adesso il più giovane assessore d’Italia nei Comuni sopra i centomila abitanti. Una studentessa come tante, ma con un papà non come i tanti; chiamata, di punto in bianco, a occuparsi di Patrimonio e Politiche giovanili e molto altro in una città di 120mila abitanti.

Signor Teodoro, chi ha deciso l’ingresso di sua figlia Veronica in Giunta? E perché è stata scelta proprio lei?
La scelta di Veronica nasce dalla necessita di assolvere a ciò che il regolamento comunale di Pescara prevede: ci devono essere, in giunta, su nove componenti complessivi, almeno quattro donne. Il sindaco Alessandrini, col Pd in cabina di regia, ci aveva chiesto di indicare un nome di assessore donna, e noi della lista “Scegli Pescara-Lista Teodoro”, dopo un periodo di confronto, abbiamo deciso di optare per Veronica Teodoro. E non soltanto per la questione “quote rosa”. Il primo cittadino voleva un nome nuovo, simbolo di rinnovamento; e allora noi abbiamo pensato di aiutarlo, proponendogli una donna di 20 anni, con la Maturità Classica, iscritta al primo anno di Giurisprudenza a Bologna, all’Università Alma Mater, dove ha già dato due esami, diritto costituzionale e diritto romano, a giorni sosterrà pure diritto privato. Veronica è una figura perfettamente in linea con il rinnovamento che il Paese ci chiede: un po’ sull’esempio del ministro Maria Elena Boschi, giovane, bella, e anche lei avvocato… La nomina di Veronica Teodoro è un segnale forte, evidente, chiaro a tutti. Bisogna avere anche il coraggio di assumere certe decisioni, e noi lo abbiamo fatto. Ringraziamo l’assessore Teodoro che ha avuto la determinazione e la grande voglia di mettersi in gioco e di affrontare questa grande responsabilità”.

Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni di sua figlia.
Veronica Teodoro è espressione di un movimento civico, da me coordinato, che ha preso ben il cinque per cento alle recenti elezioni amministrative pescaresi. Rappresentiamo 3500 elettori. Noi non abbiamo contestato le scelte, partecipate e democratiche, operate dal movimento di Grillo nell’indicare i suoi candidati a Pescara. Per cui non capiamo il senso della loro richiesta.

In tanti si sono indignati, sostenendo che è immorale diventare assessori a soli 19 anni, e guadagnare 2 mila euro al mese solo perché figlie di un politico importante, uno che porta voti pesanti.
Siamo in uno Stato democratico, dove chiunque può esprimere il proprio pensiero, nei limiti e nelle forme espresse dalla legge. Chiaramente, noi certi pensieri li respingiamo al mittente.

La stessa Veronica afferma di essere politicamente inesperta. Non c’è contraddizione?
Veronica non ha esperienza in campo amministrativo, ma può vantare un bellissimo tirocinio sul piano politico, perché da anni partecipa alla vita attiva della Lista Teodoro, nel suo movimento giovanile. Credo che l’assessore Teodoro abbia le idee abbastanza precise: per lei è una nuova esperienza e quindi, al di là del fatto anagrafico, c’è bisogno di mettersi a studiare e di lavorare per mantenere gli impegni presi.

Aumenta la disoccupazione giovanile, e soprattutto quella femminile. Ma sua figlia, adesso, un bel posto fisso ce l’ha.
La disoccupazione giovanile in Italia è un grandissimo problema. Mi auguro che il Governo metta in campo iniziative forti per risolverlo. Per quanto riguarda Veronica, e la sua investitura ad assessore: mia figlia percepirà un’indennità di carica che è legata alle attività che svolge, all’impegno che metterà al servizio della collettività e del bene comune. Credo che la sua nomina dovrebbe essere salutata dai giovani come un momento di rottura con il passato, di discontinuità: l’assessore Teodoro, col suo coraggio nell’accettare un incarico così importante, farà da apripista a un nuovo metodo, nella politica e nelle pubbliche amministrazioni.