La buttà lì, con un breve post sul proprio blog, come una provocazione. Ma quella di Pippo Civati “non è solo una provocazione”. “Ora, non so se il M5s parteciperà davvero alla riforma della Costituzione e della legge elettorale – scrive Civati – (non che non me lo auguri: me lo auguro da un anno, prendendomi un sacco di critiche da parte di tutti quanti e penso che se l’avessero fatto subito, all’inizio della legislatura, sarebbe stato anche meglio). In ogni caso, se il M5s dovesse mantenere l’atteggiamento delle ultime settimane, il Pd dovrebbe rinunciare ai rimborsi elettorali già per il 2014, alla luce della prima promessa della nuova era. Sono certo che lo farà”.

A cosa si riferisce il leader dei “dissidenti” del Pd? E’ il dicembre 2013, il giorno 13 il premier Enrico Letta annuncia su Twitter che “L‘abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è legge”, riferendosi al dl 149/2013 appena varato dal Consiglio dei ministri e convertito il legge il 21 febbraio, che mantiene il finanziamento fino al 2017, con quote progressivamente ridotte a partire dal 2014. Due giorni dopo, il 15 dicembre, Matteo Renzi, appena diventato segretario, nel giorno del suo battesimo davanti al popolo democratico lancia un appello al leader del Movimento 5 Stelle: ”In modo provocatorio Grillo dice ‘rinuncia ai 40 milioni di rimborsi’. Lo dico io ‘Beppe firma qua’: caro Grillo hai 160 parlamentari decisivi per fare le riforme. Io sono disponibile a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu ti impegni per superare il Senato, abolire le Province e su legge elettorale“. 

Civati non si è dimenticato della promessa e oggi l’ha ricordata al premier: “Non è solo una provocazione – spiega Civati a IlFattoQuotidiano.it  – io credo a Renzi, è il segretario del mio partito e il presidente del Consiglio. A dicembre diceva ‘Beppe, firma qua’ invitandolo a sedere al tavolo delle riforme. Ora mi pare che Beppe stia firmando, sta manifestando la volontà di partecipare attivamente alla discussione, per lunedì è previsto un incontro con il Pd. Beh, Renzi aveva promesso che avrebbe rinunciato ai rimborsi e ogni promessa è debito”. Il premier potrebbe obiettare che il M5S l’abolizione delle Province non l’ha votata e che la progressiva eliminazione dei rimborsi elettorali sta già mandando in crisi i partiti (vedi l’appello di Berlusconi ai suoi nella riunione con i capigruppo). “Sì, ma Renzi lo sapeva che ai partiti sarebbero arrivati sempre meno soldi quando lo ha detto. Ora lo faccia”.