Ci sono volute diverse ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco per estrarre i cadaveri dei 45 migranti morti, presumibilmente per asfissia, durante la traversata partita dal nord Africa, con circa 600 persone a bordo, e diretta verso le coste siciliane. Le vittime sono state ritrovate tutte all’interno del piccolo ‘vano ghiacciaio’ della stiva del modesto peschereccio utilizzato dagli scafisti. “Li abbiamo trovati ammassati – spiega Riccardo Russo dei Vigili del Fuoco di Ragusa – come nelle foto dei campi di concentramento”. Per calarsi nella stiva ed estrarre i cadaveri, i soccorritori sono stati costretti a realizzare un’apertura sul ponte utilizzando delle motoseghe. Ancor prima la stiva era stata ripulita da vestiti e oggetti abbandonati dai migranti. Presenti nel molo per l’estrema unzione oltre al parroco di Pozzallo, don Michele Iacono, anche l’Imam di Scicli Ziri, con loro il sindaco della cittadina Luigi Ammatuna: “Sono qui con la fascia – ha spiegato il primo cittadino – per testimoniare il cordoglio di tutta la città per le persone che sono morte. In questi sei mesi sono arrivate più di 13 mila persone a fronte dei 3500 dell’anno precedente”  di Saul Caia e Dario De Luca