È riuscita, dopo molti non ricordo, a raccontare che la sera del 26 novembre 2010 ha cenato con il marito intorno alle 21. Una dichiarazione importante quella di Marita Comi perché è la sera in cui Yara Gambirasio sparì. Oggi la donna ha incontrato in carcere il marito Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere a Bergamo con l’accusa di essere l’assassino della tredicenne.

I legali pensano al Riesame: “Convinti di avere elementi per dimostrare innocenza”. La donna, che in una intervista aveva dichiarato di aver il dovere di credergli, è stata fatta entrare in carcere con dei particolari accorgimenti per evitare che la vedessero le numerose troupe televisive presenti. I difensori di Bossetti, Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, intanto pensano al ricorso davanti al Tribunale del Riesame di Brescia. Udienza che appare sempre più probabile, anche perché i legali potrebbero anche depositare il ricorso e rinunciarvi, ma nel frattempo avrebbero accesso a tutti gli atti in mano alla ProcuraGli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, dopo l’incontro con Bossetti, hanno ribadito di essere convinti di avere “elementi” che possono dimostrare l’estraneità del loro assistito. “Siamo convinti – ha detto l’avvocato Salvagni – di quello che abbiamo detto nei giorni scorsi”.

Mozione di sfiducia contro il ministro Alfano. Il M5S ha depositato una mozione di sfiducia contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano per “la clamorosa ‘svista’ istituzionale dell’ex braccio destro di Berlusconi sul caso Yara”. “Pur di millantare meriti”, dice una nota,”non ha esitato a rivelare notizie riservate” sulla “svolta investigativa nel drammatico omicidio della povera ragazza”. La mozione ha come primo firmatario il portavoce al Senato Lello Ciampolillo. “Come denunciato dallo stesso procuratore della Repubblica di Bergamo – si legge ancora nella nota di M5S – con il suo comportamento il ministro dell’Interno ha messo a rischio tutto l’importante lavoro svolto dai magistrati e dalle forze dell’ordine in anni e anni di pazienti riscontri e indagini. La scorsa estate il Movimento 5 Stelle aveva già richiesto le dimissioni di Alfano in occasione della vergognosa gestione del caso Shalabayeva. I fatti denunciati, confermano la fondatezza dell’iniziativa politica del Movimento 5 Stelle e l’assoluta incapacità di Alfano e di questa maggioranza nel rappresentare una risposta seria ed efficace alle aspettative dei cittadini”.