Nella morte di Ciro Esposito ci sono grandissime responsabilità delle istituzioni, che non hanno saputo organizzare bene la partita, né gestire il dopo partita a seguito della tragedia. Le indagini vanno avanti regolarmente, ma le istituzioni e gli organizzatori devono farsi un esame di coscienza molto molto profondo. Anche gli organi di informazione, anziché strumentalizzare la vicenda, avrebbero dovuto incentrare l’attenzione sui responsabili di questo agguato criminale”. Sono le parole pronunciate da Angelo Pisani, l’avvocato di Ciro Esposito, il giovane tifoso del Napoli, ferito prima della finale di Coppa Italia, a Roma, lo scorso 3 maggio, e venuto a mancare stamattina. Ospite di “24 Mattino”, su Radio24, il legale è anche presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli che comprende il quartiere in cui Ciro lavorava all’autolavaggio, a Scampia. E sottolinea: “Ciro è stato vittima di criminali. Ha messo a rischio la sua vita, è morto per salvare gente in difficoltà su un pullman che andava a vedere una partita di calcio. Ho chiesto il lutto nazionale, l’Italia si deve fermare e riflettere. Bisogna capire” – continua – “quale esempio dare ai giovani, che cosa dev’essere il calcio. Stiamo organizzando una camera ardente a Scampia affinché tutti possano portare l’ultimo saluto a un ragazzo che è un eroe nazionale e che non è un criminale”. Pisani si associa all’appello della mamma di Ciro Esposito contro la violenza negli stadi e sottolinea: “Ciro ha dato il più bell’esempio nel mondo di cosa vuol dire essere napoletani e italiani, dando un esempio di coraggio, di perdono, di solidarietà, di altruismo e di civiltà. La violenza dev’essere eliminata dallo sport. Non è morto Ciro Esposito, oggi è morto lo sport italiano”. Interviene anche il giornalista Mario Adinolfi, che esprime preoccupazione: “Sono spaventato dalla prossima partita Roma-Napoli o Napoli-Roma, sono atterrito dalla logica degli ultras. E smettete di sottovalutare questi ultimi, c’è gente che spara ad altezza d’uomo” di Gisella Ruccia