Il governo iracheno ha chiesto agli Stati Uniti di compiere raid aerei contro i miliziani jihadisti; a riferirlo è il ministro degli esteri iracheno Hoshyar Zebari, ripreso dalla tv panaraba al Arabiya. Ma proprio questa mattina alcuni funzionari dell’amministrazione Usa hanno sottolineato che il presidente americano Barack Obama non approverà a breve alcun tipo di attacco aereo in Iraq, anche se non ha ancora preso una decisione definitiva. Intanto dall’occidente arrivano ordini precisi: le principali compagnie petrolifere hanno infatti ordinato di evacuare gran parte del proprio personale in Iraq. Stando alle fonti sarebbe già in corso una “massiccia evacuazione” dello staff della Exxon Mobile, mentre Bp avrebbe già evacuato il 20% dei suoi componenti. D’altronde la crisi irachena tocca da vicino l’Europa; a ribadirlo è anche il primo ministro britannico David Cameron, secondo cui la questione non può essere liquidata come “qualcosa che non ci riguarda”, mettendo in guardia sul rischio di attacchi “qui da noi, nel Regno Unito“.

Ma gli scontri continuano a dilaniare l’Iraq e a fare stragi di civili. Questa mattina due persone hanno perso la vita in seguito ai combattimenti tra curdi peshmerga e i militanti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), che stanno tentando di prendere il controllo della città di Jalula, nella provincia di Diyala, a nordest di Baghdad. A Tal Afar, nel nordovest del Paese, sono in corso pesanti combattimenti tra soldati governativi e jihadisti, che avevano già conquistato la città. Qui i militanti dell’Isil hanno assediato la raffineria di petrolio di Beiji, la più grande in Iraq, situata a 250 chilometri a nord di Baghdad. I combattenti hanno esploso alcuni colpi di mortaio verso la struttura e un piccolo incendio è scoppiato nei pressi della raffineria. L’impianto contribuisce per poco più di un quarto alla capacità di tutte le raffinerie del Paese, che forniscono prodotti per l’uso domestico, come benzina, olio per cucinare e carburante per centrali elettriche. Intanto a Baghdad  sono stati trovati i corpi senza vita di quattro uomini tra 20 e 30 anni, presumibilmente sunniti. Il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki ha annunciato l’inizio di una controffensiva da parte del governo nei confronti dei jihadisti: “Stiamo riprendendo l’iniziativa e attaccando in risposta”, ha dichiarato.