Il procuratore aggiunto, Carlo Nordio, ha sintetizzato così giorni fa l’inchiesta che sta facendo tremare Venezia: “I protagonisti coinvolti sono simili alla Tangentopoli di vent’anni fa di cui mi sono anche occupato, ma il sistema era molto più sofisticato”. Il sistema di cui parla è quello degli appalti al Mose, dietro il quale si nascondeva un meccanismo ben strutturato. L’indagine della Procura di Venezia si divide infatti in tre filoni: i lavori del Mose, i project financing e altri fatti specifici. Alla base di ognuno, la raccolta di fondi neri costituiti grazie alle false fatturazioni per opere pubbliche. Tradotto: con i soldi dei cittadini. Il meccanismo per distribuire a privati, partiti e aziende il denaro pubblico è noto: i soldi dello Stato arrivavano al concessionario unico, il Consorzio Venezia Nuovo, centro del potere per trent’anni di Giovanni Mazzacurati. Dopo che le casse si riempivano, il consorzio spendeva e distribuiva a imprese azioniste che si arricchivano grazie ai margini dei lavori. Parte di quel denaro però arrivava anche nelle tasche di funzionari, politici, a tutti coloro che potevano favorire quel sistema che si è retto, secondo le accuse della procura di Venezia, per anni. Ed ecco i protagonisti di questa inchiesta, alcuni sono indagati, altri sono chiamati in causa dalle parole di chi ha vuotato il sacco.

PIERGIORGIO BAITA – Ex ad Mantovani

“FONDI NERI AL PDL”

Uno dei principali testimoni di accusa, Baita per anni è stato ad di una delle aziende azioniste del Cvn. Ai pm ha rivelato quel sistema di mazzette e di favori che si nascondeva dietro il Mose.
 

LINO BRENTAN – ex ad Padova-Venezia

“CASSIERE È UNO CHE INCASSA. LUI È MAZZIERE”

Ad pro tempore della società delle autostrade di Venezia e Padova Spa. Di lui Piergiorgio Baita dice: “Cassiere è uno che incassa, mentre così diventava addirittura mazziere”.

 

 MASSIMO CACCIARI Ex sindaco Venezia

I 300 MILA EURO ALLA SQUADRA DI CALCIO

Ad accusare Cacciari – non indagato – è Mazzacurati: “Mi ha chiesto 300 mila euro per la squadra di calcio”. Baita aggiunge: “Lui ha detto a Mazzacurati di comprare le azioni dell’Eni in Thetis”. Lui replica sereno: “I sindaci fanno anche questo, tanto sanno che sono incorruttibile”.

 

RENATO CHISSO – Assessore Veneto

A LIBRO PAGA: 200 MILA EURO L’ANNO

Secondo i pm, era l’uomo che faceva da tramite a Galan. Lavoro che non avrebbe portato a termine senza un riscontro. Avrebbe ottenuto uno stipendio annuale tra i 200 e i 250 mila.

 

ERASMO CINQUEimprenditore

“LA SUA TANGENTE ERA LIEVITATA A 7,5%”

Era l’uomo di fiducia dell’ex ministro Matteoli. Secondo l’accusa alla sua azienda andavano i soldi poi destinati all’ex ministro. Per Cinque “la tangente era prima del 6,5% e poi è lievitata al 7,5%”, ricostruisce Baita ai magistrati veneziani.

 

PATRIZIO CUCCIOLETTAex Magistrato acque

FAVORI PER L’ASSUNZIONE DELLA FIGLIA

Avrebbe dovuto controllare i lavori del Consorzio. Per i pm fece altro, ottenendo in cambio l’assunzione della figlia, con un contratto a tempo indeterminato alla Thetis, controllata del Cvn.

 

GIANCARLO GALANex governatore Veneto

“RICEVEVA UNO STIPENDIO DI UN MILIONE L’ANNO”

Per anni a libro paga del Consorzio, che gli destinava uno “stipendio” annuale di circa un milione di euro. Inoltre al momento del sequestro la cassetta di sicurezza è stata sigillata dalle fiamme gialle.

 

NICCOLÒ GHEDINIlegale di Berlusconi

“SI LAMENTAVA: POCHI SOLDI AL PDL”

Nella versione di Mazzacurati, Ghedini (non indagato) faceva delle “lamentele (…). Ha detto che noi soldi non ne tiravamo fuori”. Il pm chiede: “A chi, al Pdl intende?”. E lui conferma: “Sì, sì”.

 

ENRICO LETTAex premier

“FALSITÀ SUL MIO CONTO SMENTISCO TUTTO”

Ad accusarlo, il vicedirettore del Consorzio, Pravatà: “Mazzacurati mi disse che il Cvn avrebbe dovuto concorrere al sostentamento delle spese elettorali di Letta (Enrico, non indagato, ndr) con 150 mila euro”.

 

GIANNI LETTA ex sottosegretario

“IO CORRETTO E TRASPARENTE”

Roberto Pravatà accusa pure lo zio dell’ex premier: “Gianni Letta (non indagato, ndr) aveva per la prima volta chiesto soldi. Bisognava fare un intervento per permettere a Lunardi di liquidare la sanzione della Corte dei conti”.

 

PIETRO LUNARDIex ministro

LA MULTA DELLA CORTE DEI CONTI

Secondo la versione di Mazzacurati ai pm, tramite la società di famiglia Rocksoil, Lunardi (non indagato) avrebbe ottenuto un lavoro con un sovrapprezzo di 500 mila euro. Sarebbe il denaro che serviva per pagare una multa della Corte dei conti.

 

GIAMPIETRO MARCHESE consigliere regionale Pd

FONDI PER LA CAMPAGNA ELETTORALE

Secondo l’accusa dei magistrati, Marchese, consigliere regionale Pd, avrebbe ricevuto per la sua campagna elettorale dei contributi dal Consorzio Venezia Nuova, consapevole della natura illecita del denaro.

 

ALTERO MATTEOLIex ministro

L’ACCUSA: “VERSATE CIFRE SUL MEZZO MILIONE

L’ex ministro è indagato. Mazzacurati lo tira in ballo: “Noi abbiamo avuto rapporti con Matteoli e con Martinat soprattutto per le campagne elettorali. Abbiamo versato cifre intorno al mezzo milione di euro”.

 

GIOVANNI MAZZACURATIpresidente Cvn

IL GRANDE BURATTINAIO: “HO DATO I SOLDI A…”

È il grande burattinaio, per trent’anni alla guida del Cvn, fonte di tangenti e di favori. Arrestato nel primo troncone dell’inchiesta Mose, Mazzacurati ai pm rivela quel sistema di corruzione che lui stesso ha tenuto in vita per anni.

 

ALESSANDRO MAZZIvicepresidente Cvn

“IL REFERENTE POLITICO ERA GIANNI LETTA”

Noto imprenditore veronese è accusato di far parte del gruppo che gestiva gli appalti. Pravatà parla di importanti conoscenze: “Il suo referente politico è Gianni Letta, che aveva anche delle frequentazioni intense con Mazzacurati”.

 

ROBERTO MENEGUZZOad Palladio finanza

L’UOMO-PONTE TRA IL CVN E LA FINANZA

Amministratore delegato della società Palladio Finanziaria, anche lui finito agli arresti, Roberto Meneguzzo è anche l’uomo che fa da tramite con Marco Milanese, organizzando un incontro tra quest’ultimo e Mazzacurati. Ed è presente anche all’incontro con Spaziante.

 

MARCO MILANESEex deputato Pdl

TANGENTE DI 500 MILA EURO E ARRESTO REVOCATO

Ex braccio destro di Tremonti, è accusato di aver preso una tangente 500 mila euro. In cambio si sarebbe adoperato per far approvare la delibera Cipe che stanziava 400 milioni di euro di soldi pubblici per il Mose.

 

CLAUDIA MINUTILLOex segretaria di Galan

“I FONDI NERI DELLA CRICCA ALL’ESTERO”

Testimone chiave, Claudia Minutillo ha rivelato molti affari ai pm, dalle sentenze comprate, all’incontro tra Ghedini e Colombelli (Bmc) che, secondo gli inquirenti, era il tramite per creare fondi neri della cricca all’estero.

 

MICHELE MOGNATOdeputato Pd

“NON HO MAI TRATTATO CON ORSONI”

Ad accusarlo è l’ex sindaco Orsoni che ai pm riferisce di “insistenze reiterate e pressanti del Pd avanzate dai suoi responsabili politici e contabili, Zoggia, Marchese e Mognato”, per incassare i finanziamenti di Mister Mose.

 

 

LUCIANO NERI – funzionario Cvn

LA CASSAFORTE AVEVA IL SUO NOME

Secondo l’accusa era il depositario di tutta la contabilità parallela. Tanto da dare il suo stesso nome alla raccolta fondi, il “fondo Neri” dal quale arrivavano le quote delle imprese che partecipavano alla torta degli appalti.

 

GIORGIO ORSONIex sindaco di Venezia

HA PATTEGGIATO E SI È DIMESSO

Orsoni, dopo esser finito ai domiciliari e scarcerato, ha già patteggiato una pena a 4 mesi di reclusione e ieri si è dimesso. L’accusa è di aver ricevuto fondi di natura illecita per la campagna elettorale del 2010.

 

AMALIA SARTORIex eurodeputata Fi

“LASCIO TUTTE LE CARICHE”

C’è una prova in mano ai pm che accusa l’exparlamentareincarica fino al 2014. È un foglio sul quale è indicato il pagamento al politico di 25 mila euro da parte del Coveco, società impegnata nella costruzione del Mose.

 

EMILIO SPAZIANTEex generale Gdf

QUEI 200 MILA EURO SOTTERRATI IN GIARDINO

L’ex generale della Gdf è accusato di aver ricevuto anche lui una mazzetta. Nel suo appartamento, durante le perquisizioni sono stati trovati 200 mila euro in contanti, sotterrati in giardino.

 

GIULIO TREMONTIex ministro

“I 500 MILA EURO DA DARE A MILANESE PER LUI”

L’ex titolare del tesoro (non è indagato) secondo l’ex segretaria di Galan era il destinatario dei soldi dati a Milanese. “Mi raccontarono – dice la Minutillo – che c’era Neri che aveva 500 mila da dare a Milanese per Tremonti”.

 

DAVIDE ZOGGIAdeputato Pd

“NESSUN INCONTRO SUI FINANZIAMENTI”

Anche Zoggia (non indagato) è stato accusato dall’ex sindaco di Venezia, Orsoni. Anche il suo nome era stato scritto su un foglio, poi sequestrato: “40 mila euro – si legge – contributo volontario candidato Zoggia”.

 

Da Il Fatto Quotidiano del 15 giugno 2014