Primi effetti del nuovo pacchetto di misure messe in campo dalla Banca centrale europea dopo la riunione del 5 giugno. La decisione dell’Eurotower di penalizzare con tassi negativi (-0,1%) gli istituti che “parcheggiano” denaro nelle casse dell’Eurotower ha fatto infatti crollare i depositi di liquidità delle banche a Francoforte. Che sono diminuiti di ben 25 miliardi di euro, scendendo ad appena 13,6 miliardi: il minimo dal 2011. E il tasso che misura il costo dei prestiti di liquidità a un giorno da banca a banca è crollato allo 0,029%. Segno che quei soldi, finora immobilizzati, vengono ora spostati. L’intento della misura, ha ribadito il consigliere della Bce Luc Coene, è far sì che gli istituti tornino a prestare all’economia reale. E in particolare che quelli del Nord Europa concedano liquidità alle banche del Sud, in modo da ridurre quella frammentazione finanziaria che rende il credito in Italia o Spagna molto più oneroso che in Germania e contribuisce al rischio di una deflazione.

Ma è tutto da vedere se la mossa di Mario Draghi avrà gli effetti sperati. Quel che è sicuro è che al momento sui mercati si registrano forti acquisti di titoli di Stato tedeschi. Non un buon segnale: il rischio è che il denaro non finisca a imprese e famiglie ma, ancora una volta, nelle casse degli Stati “euroforti”. Ma Coene ha detto che Francoforte non è sorpresa da questa prima reazione e continua ad attendersi che gradualmente quei soldi vengano reimpiegati in prestiti.