E’ rottura tra Fiat e i sindacati sul rinnovo del contratto degli 86mila lavoratori del gruppo. Durante la riunione di martedì all’Unione industriali di Torino la trattativa si è arenata sul nodo dell’aumento salariale. Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri, che nel 2011 – diversamente dalla Fiom – hanno firmato il contratto aziendale, chiedevano un “una tantum” di 390 euro per tutti i lavoratori Fiat e Cnh Industrial, inclusi i cassintegrati, ma l’azienda era pronta a concederne solo 200. I colloqui, che vanno avanti dallo scorso novembre e sono ripresi martedì dopo una “pausa di riflessione” che avrebbe dovuto favorire un avvicinamento, sono così arrivati a un punto morto. Un segnale di peggioramento delle relazioni sindacali era arrivato del resto già lunedì con l’annuncio del primo sciopero alla Maserati di Grugliasco

“Le distanze sono troppo ampie, abbiamo interrotto l’incontro”, ha detto il segretario nazionale Fismic, Roberto Di Maulo, quantificando in 4-5 milioni di euro in un anno, compresi gli oneri sociali, la distanza che ancora divide la proposta del gruppo guidato da Sergio Marchionne dalle richieste dei sindacati. Questo nonostante l’azienda, come rivelato da Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, “nel corso della trattativa abbia portato da 200 a 250 euro la cifra da dare a tutti i lavoratori compresi i 30mila cassaintegrati”. Per ora “non c’è una data per rivederci”, ha detto poi Di Maulo. Ma, ha aggiunto, “questo non mette in dubbio la validità del modello contrattuale Fiat”. “Lavoreremo per cercare di avvicinare le distanze, credo che il lavoro che abbiamo fatto finora sia così significativo da non poter essere messo in discussione dallo scoglio economico. Quindi attueremo tutte le forme di lotta necessarie per far ripartire il tavolo e arrivare a una soluzione positiva”. Si parte la prossima settimana con il blocco degli straordinari negli stabilimenti del gruppo: la decisione sarà ufficializzata nella riunione delle segreterie lunedì. “L’auspicio è che nei prossimi giorni la situazione possa ricomporsi”, hanno fatto sapere Giovanni Serra e Francesco Scandale dei Quadri Fiat, per i quali “un accordo va raggiunto a tutti i costi”.

L’aumento contrattuale al centro delle trattative rappresenta la seconda di tre tranche per il triennio 2013-2016. Lo scorso anno l’aumento era stato di 40 euro lordi. Il contratto nazionale di Federmeccanica, che i dipendenti Fiat non hanno più da quando Fiat è uscita da Confindustria, garantisce invece un aumento di 130 euro nel periodo 2013-2015.