I lavoratori della Maserati di Grugliasco sciopereranno per quattro ore venerdì per protestare contro la decisione dell’azienda di concedere solo due settimane di ferie, quelle centrali di agosto. L’astensione dal lavoro, proclamata da Fim, Uilm e Ugl senza però il consenso della Fismic, è la prima per lo stabilimento della provincia di Torino in cui Fiat, a partire dal 2012, ha spostato la produzione dei modelli top di gamma del Tridente. E, paradossalmente, è legata proprio al successo di vendita della Ghibli e della Quattroporte, in seguito al quale il gruppo ha annunciato che altri 350 lavoratori verranno spostati dalle carrozzerie di Mirafiori a Grugliasco. Dove sono già stati riassorbiti i 1.100 ex dipendenti della ex Bertone, acquisita da Sergio Marchionne nel 2009. Il fatto è che il boom degli ordini comporta anche turni più gravosi per i dipendenti: da settembre, per esempio, si lavorerà anche il sabato. E le vacanze estive non dureranno tre settimane, come auspicato dai rappresentanti dei lavoratori, ma soltanto due. 

Di qui la decisione di scioperare. “Molti hanno accumulato tantissime ferie e oltretutto da settembre di comincerà a lavorare anche il sabato”, ha spiegato Flavia Aiello della Uilm torinese. “La Maserati di Grugliasco ha comunicato 15 giorni di ferie, nelle due settimane centrali di agosto, senza dare la possibilità di mediazione”. Mentre “il sindacato ha chiesto tre settimane, anche a scorrimento sul periodo, per permettere ai lavoratori, dopo un anno di intenso lavoro, sabati e domeniche comprese, di poter avere un periodo di ferie abbastanza lungo da trascorrere con le proprie famiglie”. Contraria, però, la Fismic, il cui responsabile piemontese, Vincenzo Aragona, ha definito lo sciopero “inopportuno” visto che “avviene in un momento in cui c’è da parte del mercato un numero elevato di ordini” e “nei giorni scorsi l’azienda proprio per far fronte ai carichi di lavoro ha deciso il trasferimento di centinaia di addetti da Mirafiori a Grugliasco”. Inoltre “ieri il ‘family day’ ha fatto registrare quasi 10 mila presenze a dimostrazione che c’è apprezzamento da parte dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Il Lingotto, dal canto suo, ha espresso “stupore per la minaccia di sciopero in un momento in cui si guarda a nuova occupazione proprio nell’impianto di Grugliasco”. Facendo sapere di avere “fiducia sul fatto che la situazione possa sbloccarsi”.