Mancano pochi giorni al via della grande kermesse dei Mondiali di calcio in Brasile tra scandali (questa volta non italiani) e proteste. Tutto quanto fa spettacolo, aumenta la tensione emotiva, crea attesa. Io, nel mio piccolo, mi sto preparando. Sono a già a Roma negli studi Rai di Saxa Rubra sistemando hardware e software sempre più sofisticati per leggere meglio le performance di giocatori e squadre, e comunicarle in modo sempre più rapido e spettacolare. Nella mia storia professionale ho sempre cercato di isolare le mia capacità di analisi dalle tante diatribe politiche, sociali, mondane che orbitano intorno al calcio, permettendomi di fissare l’attenzione sulle affascinanti e complesse dinamiche di questo gioco bellissimo.

Torno in Rai dopo due Mondiali vissuti nel ruolo di match analyst con Marcello Lippi. Germania e Sudafrica furono storie diverse sia nelle premesse sia negli esiti. Nel primo c’era un gruppo omogeneo, al top della propria parabola professionale. Calciopoli invece di scalfirlo lo compattò rendendolo anche più forte dentro. Dentro lo spogliatoio, là dove si costruiscono le motivazioni vere. Fu la vittoria della squadra non dei singoli. A fare la differenza furono non a caso le riserve, giocatori poco attesi alla vigilia ma determinanti in campo come Barzagli e Materazzi, Grosso e Gattuso.

In Sudafrica c’era invece un gruppo “allungato” dal punto di vista anagrafico con un manipolo di Campioni del Mondo, e tanti giovani con poca o nessuna esperienza internazionale. Troppe le attese, poche le competenze specifiche per resistere a certi livelli di pressione mediatica. L’eliminazione al primo turno fu la giusta conseguenza di scelte ed atteggiamenti sbagliati forse mai analizzati con il giusto spirito autocritico.

Dopo l’up and down della gestione Lippi, approdiamo ora in Brasile guidati da Cesare Prandelli e ancora aggrappati a due grandi eroi di Berlino quali Buffon e Pirlo. I loro infortuni furono fatali in Sudafrica a testimonianza di quanto sia forte il loro peso nel gruppo azzurro. In particolare il bresciano, parafrasando Boskov “vede autostrade dove i giocatori normali vedono sentieri”. La sua visione di gioco sarà fondamentale per ispirare gli attaccanti azzurri BalotelliCassano. La scelta di puntare su prospetti così “irregolari” mette paura alla vigilia tanto da spingere Prandelli stesso ad allestire un piano B in fretta in furia. Se genio e sregolatezza dovessero fallire è pronto il 4-3-3 , tutto contropiede e velocità con gli attaccanti last minute Insigne e Immobile, Zeman docet.

Il mio osservatorio privilegiato di Rai Sport mi permetterà di studiare tutto quello che succederà dalla gara d’esordio del favoritissimo Brasile in poi. Avremo le “tactical feed” per studiare con camere alte dedicate le strategie di gioco delle squadre, il “tracking system” che ci mostrerà i tracciati dei giocatori svelandoci il loro reale dello stato di forma, innovativi strumenti di “augmented reality”, per realizzare visualizzazioni tridimensionali di tutti gli schemi di gioco. Una grande playstation da cui uscirà un solo vincitore che dovrebbe uscire tra un lotto ristretto di favorite che si uniscono ai padroni di casa: Argentina, Spagna, Germania. Per noi una bella vittoria sarebbe arrivare alle semifinali come dichiarato da capitan Buffon.