“Il mio nome è Rainer Höss. Mio nonno era Rudolf Höss, il comandante nazista del campo di sterminio di Auschwitz”. C’è anche lui, il nipote di colui che ha introdotto l’utilizzo dello Zyklon B nelle camere a gas del lager polacco, in queste elezioni europee. “Votate, non lasciate che la storia si ripeta” il suo appello. Rainer, 49 anni, ex cuoco oggi ricercatore dell’Olocausto, non è un candidato per il Parlamento europeo. Ma ha un appello per tutti i cittadini dell’Unione. “La mia storia mi ha insegnato che la democrazie, l’uguaglianza e i diritti umani non possono mai essere dati per scontati. Non dimenticate mai. Di votare” ammonisce guardando dritto in camera, lo sguardo azzurro e malinconico, per il video della campagna “Non dimenticate mai. Di votare. Prendi posizione per un’Europa libera dal nazismo”. 

Rainer Höss sul suo profilo Twitter si presenta così: “Possiamo scegliere gli amici, ma non le famiglie in cui si nasce”. Nato nel 1965 a Ludwigsburg, Germania, da Hans-Jürgen Höss, secondogenito di Rudolf, all’età di 12 anni il piccolo Rainer riesce a rompere il tabù che aleggia intorno al nonno paterno, morto proprio ad Auschwitz durante l’esecuzione per impiccagione nel 1947. Fino a quel momento gli era stato descritto come un grande amante dei cavalli e del cagnolino di razza tedesca Rino: insomma, un amabile vecchio. Per il giovane Rainer è uno shock scoprire che il nonno fu l’artefice della crudele morte per Zyklon B dei prigionieri di Oświęcim, ribattezzata dai tedeschi Auschwitz. Nel campo polacco, 60 chilometri a ovest da Cracovia, Höss senior ordinò la morte di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini nelle camere a gas. Lui stesso si attribuì la scomparsa di un milione e mezzo di persone. 

Rainer Höss ha cercato di dimenticare le sue origini, fino a che non ha deciso di combattere l’eredità lasciata dal nonno. Oggi si batte per non far dimenticare l’Olocausto e vigila sui partiti di estrema destra, che non smettono mai di raccogliere consensi. Nel 2013 ha pubblicato il libro Das Erbe des Kommandanten (“L’eredità del Comandante”). In una pagina si legge: “E’ stato durante la mia seconda visita ad Auschwitz nell’ottobre del 2010 che una ragazzina di un gruppo di studenti israeliani mi chiese: ‘Se tu incontrassi tuo nonno oggi, cosa faresti?’. ‘Lo ucciderei’, risposi immediatamente. Alcuni degli studenti applaudirono”. 

Höss si dice preoccupato dal consenso che i partiti di estrema destra stanno conquistando sempre più in vari Paesi d’Europa, dalla Svezia al Regno Unito, passando per Grecia e Ucraina. Per questo ha deciso di far sentire la sua voce a ridosso delle elezioni europee. “Molto più di altre persone conosco il desiderio di dimenticare. Ci sono stati momenti in cui ho voluto rinnegare il mio passato, fingendo di essere qualcun altro. Ma non dobbiamo mai dimenticare il nostro passato, non importa quanto faccia male. Perché quando ce ne dimentichiamo, la storia si ripeterà. Temo che questo stia succedendo proprio adesso. In tutta Europa, i partiti di estrema destra guadagnano terreno. E se non facciamo niente, non abbiamo imparato niente” dice nel video girato per spingere le persone alle urne.

L’appello non è causale. Solo alcuni giorni prima, infatti, l’inglese Kevin O’Doherty, candidato del quotatissimo partito Ukip (United Kingdom Independence Party) ad Hastings, East Sussex, si era fatto fotografare completamente nudo, mostrando tatuaggi inneggianti al Terzo Reich. Tra questi, un’aquila della Germania e due aeroplani tedeschi, i bombardieri Stuka, diretti contro una stella ebraica di David tinta di giallo: lo stesso colore del contrassegno imposto agli ebrei durante l’Olocausto. Come se non bastasse, le foto dei tatuaggi del candidato sono giunte dopo le dichiarazioni xenofobe del leader del partito Nigel Farage, che aveva affermato che si sarebbe sentito “a disagio” se avesse avuto per vicini di casa dei romeni: molto meglio, aveva detto, avere dei vicini tedeschi.