“E‘ razionale sperare che il governo ce la faccia. Io non ce la faccio a stare con chi scommette sulla rovina dell’Italia e sul fatto che le cose vadano male. Con chi dipinge l’Italia a tinte fosche. Io vedo invece un’Italia a colori. Grillo sta investendo tutto per creare un clima di sfiducia e dà un’immagine di paura“. Sono le parole di Matteo Renzi, ospite di Enrico Mentana a “Bersaglio mobile”, su La7. Il premier pronuncia un duro attacco contro il leader del M5S e difende il provvedimento sugli 80 euro: “Ma quale scarpa sinistra e scarpa destra! È il più grande aumento salariale mai dato in Italia, vale per sempre e nessun sindacato lo ha mai ottenuto. Mi continuano a dire delle coperture ma ci sono già i cedolini con gli 80 euro già segnati”. E puntualizza: “Spero di beccare un sacco di voti di sinistra ma anche di prendere voti da quelli che hanno votato M5S e Grillo. Chi ha votato M5S, voleva ridurre i costi della politica, chi li ha ridotti? Chi ha abolito le Province? Il Pd, non il M5S”. Renzi poi commenta: “Ieri nello show di Grillo con Vespa c’erano due consumati e abili professionisti del mondo televisivo. Hanno fatto uno show straordinario che, se non fosse che dobbiamo occuparci della Libia e dell’Ucraina o del lavoro, ci sarebbe da vederlo in loop. Grillo è arrivato con l’assegno da 5 milioni, noi dovremmo arrivare con il libretto degli assegni, tra costi delle Province e costi delle auto blu. Se lui” – continua – “avesse accettato la nostra proposta sul Senato avrebbe avuto un assegno da un miliardo da restituire ai cittadini”. Il premier stigmatizza i toni della campagna elettorale: “Non parlo degli “ebetino” o di altri insulti che definiscono chi li utilizza. Smettiamola con la guerra civile verbale che stiamo vivendo da 80 giorni. Ma mi avete mai sentito dire che gli elettori di Grillo e Berlusconi sono dei coglioni come loro hanno detto dei nostri elettori? Berlusconi e Grillo possono diventare gli straordinari attori che sono, ma io sulle riforme non mollo di un centimetro”. E infine sottolinea: “Il problema delle elezioni europee non è il futuro di Giorgio Napolitano, a cui va detto grazie per aver accettato l’invito di Berlusconi e di Bersani, né il governo, ma se l’Italia diventa credibile in Europa. Le elezioni europee sono un derby tra chi crede che l’Italia debba contare in Europa e chi crede siano un sondaggio per la politica nazionale. Io credo che questo sondaggio lo vinciamo. Ma quale che sia il risultato delle europee è certo che il governo va avanti. In tutta Europa non c’è mai stato un collegamento tra elezioni europee e governodi Gisella Ruccia