Applausi finali, si abbassano le luci e parte la sigla. La puntata di “Porta a Porta” è finita: Grillo si sporge dalla poltrona bianca e porge la mano a Bruno Vespa che a suo volta ricambia il saluto. “E’ stato corretto”, commenta l’ex comico uscendo dagli studi di via Teulada, soddisfatto, dice, per come è stato condotto il confronto. Circa il 26,88 per cento di share e oltre 100mila commenti sui social network. Il confronto impensabile è avvenuto in diretta televisiva davanti agli elettori di mezza Italia. “Si, sono emozionato anche perché in Rai ho lavorato vent’anni, ma vederla ridotta così… comunque andiamo avanti”. Il tabù più grande è sfumato: il leader del Movimento 5 stelle ha partecipato ad una puntata del programma giornalistico che più ha criticato negli ultimi anni: “E’ una scelta politica”, ha detto a inizio serata. Non ha pronunciato parolacce, ha cercato di portare avanti il suo monologo, ma spesso è stato interrotto. Ha cominciato passeggiando per lo studio, prima di sedersi e affrontare quella che ha chiamato “la finta calma” di Vespa. Una delle poche interviste a Beppe Grillo va in onda su Rai1 nella cornice più inaspettata. La commentano minuti per minuto gli utenti di Twitter e Facebook, divisi tra tifo da stadio, critiche e ironie. Obiettivo era conquistare l’elettorato moderato, far vedere che il comico “non mangia i bambini” o “non assomiglia a Hitler”. Difficile sapere quanti degli oltre 4 milioni di italiani incollati al piccolo schermo gli hanno creduto, ma di sicuro i tanti indecisi avranno un motivo in più o in meno per andare alle urne domenica prossima.

Le reazioni sui social network
E se all’inizio per Grillo è stato difficile anche solo spiegarlo allo zoccolo duro M5S che anche Rai1 e “quel programma lì” erano importanti per la campagna elettorale, i commenti si dividono in due schieramenti: da una parte i 5 stelle orgogliosi di un leader capace di andare “anche da Vespa” a cantargliene quattro, dall’altra avversari che riscoprono nel conduttore tv l’improbabile (o inaspettato) paladino di un’informazione perduta. I trend (le parole più ricorrenti) su Twitter sono dedicati all’evento: #GrilloinVespa, ma anche #IononvotoM5S o #Brunochiedi. Parlamentari e attivisti grillini lanciano in rete le loro foto mentre in silenzio guardano il programma tv e alla fine della serata resta solo uno scambio di battute: “Noi vogliamo persone oneste nelle istituzioni”, dice ad un certo punto il leader. Ribatte Vespa: “Per fare che?”. E’ l’esempio, dicono, di “un conduttore del potere” che del Movimento 5 stelle non ha capito nulla. La pensa diversamente l’altra metà della rete che incorona Vespa a colui che ha smascherato l’impreparazione del leader: “Non risponde”, “evita le domande”.

Immigrazione, alleanze e referendum sull’Euro sono stati i temi che hanno costretto il leader 5 stelle a interrompere il comizio. A domanda di Vespa, Grillo ha dovuto spiegare i punti del programma e delle azioni che concretamente i deputati europei vorrebbero mettere in pratica a Bruxelles. E qui i commentatori della rete hanno approfittato delle titubanze, scatenandosi su “debolezze” e “incertezze”. Ma non solo programma. Il capo politico ha messo in scena i valori che i grillini rivendicano nelle piazze italiane e questo ha fortemente rafforzato quell’identità che gli attivisti in rete a i banchetti difendono da tempo. Passaggi come “facciamo il politometro per vedere come cambia il reddito prima e dopo l’attività politica”, oppure “non sono qui per farmi intervistare da te”, oppure “noi manteniamo la parola data e loro no” sono diventati i tormentoni della serata su Facebook e Twitter.

Un’intervista che divide anche politici e giornalisti. “Attenti amici commentatori: non doveva convincere voi”, ha scritto il giornalista di La7 Enrico Mentana su Facebook, “colgo la stessa sufficienza che suscitava il primo Berlusconi negli esperti bempensanti. Grillo giocava la partita davanti a un pubblico tutto diverso, che di lui aveva un’opinione indotta solo dai racconti dei suoi avversari, e che in stragrande maggioranza non l’aveva votato. Voleva rassicurarli, dire ‘eccomi, vedete, non aumento le tasse, non riempio il paese di immigrati, siamo l’antidoto alla violenza, e vogliamo mandare a casa questi altri che hanno fatto solo promesse e non hanno mantenuto nulla’. Non è stato certo perfetto, perché non dà mai l’idea di padroneggiare i problemi appieno, ma non c’è dubbio che abbia guadagnato centinaia di migliaia di nuovi voti, non correndo il rischio di perderne nessuno”.

“La solita storia”, commenta Maria Elena Boschi, ministro Pd per le riforme: “Abbiamo visto un Grillo contro tutti, contro Renzi, contro Berlusconi, contro l’Italia. E’ come se Grillo facesse il tifo contro il nostro paese sperando che non ce la facciamo, ma noi siamo più forti di queste paure e ce la faremo”. Lo definisce invece “un leader che si è mostrato senza maschera” il leader Beppe Grillo: “Ieri sera, a Porta a Porta, si è presentato senza nessuna maschera, com’è in mezzo alla gente, com’è sui palchi e com’è con noi portavoce. Si è presentato in un contenitore televisivo importante e storico, e che alcuni giornalisti definiscono ‘la terza Camera’, in maniera lontanissima dal semplice cercare voti”.

Grillo è arrivato nella sede Rai con un modellino di un carcere con politici e giornalisti nelle celle. Una provocazione a uno degli elementi più ricorrenti nella trasmissione tv di seconda serata che però ha dovuto lasciare fuori dallo studio a causa delle polemiche. La poltrona bianca dello studio di via Teulada ha visto le campagne elettorali di Matteo Renzi, le promesse di Silvio Berlusconi, ma anche le analisi quasi morbose dei delitti italiani e della cronaca. E ora, a poco meno di una settimana dal voto per le Europee, è stata la volta di Grillo.

L’ultima apparizione in Rai per il comico risale al 1993. Dieci anni prima ancora (1983), l’ultimo confronto faccia a faccia tra Vespa e lo stesso Grillo: gli fece da spalla mentre si commentavano i risultati politici. Da allora più nulla. Bruno Vespa per il Movimento 5 stelle è diventato il simbolo di un Paese che non cambia, che “stringe le mani al potere”, che lascia leader politici andare in tv senza mai fare la seconda o la terza domanda. “Il microfono di legno” del giornalismo italiano solo un anno fa lo vinse proprio il conduttore Rai: un sondaggio sul blog di Grillo lo incoronò così, tra i motivi di inerzia e incapacità di cambiare dell’Italia battendo persino Barbara D’Urso. Immagini del passato: Grillo sceglie la prima serata per presentarsi ad elettori non suoi, o almeno non tutti. Un popolo della tv con il quale teme di parlare troppo poco e che spera di convincere in vista del voto di domenica prossima.