Credit Suisse pagherà una multa di 2,6 miliardi di dollari per aver aiutato clienti americani a evadere il fisco attraverso conti segreti offshore, autorizzando i dipendenti a tenere una condotta scorretta. Il gruppo finanziario svizzero ha ammesso le proprie responsabilità e accettato di sborsare la cifra per mettere fine alla disputa con le autorità statunitensi. E’ un caso da record sotto molti punti di vista: Credit Suisse è la prima banca che ammette un reato negli Stati Uniti da vent’anni a questa parte e l’importo della sanzione – corrispondente a 1,9 miliardi di euro – è il più alto mai pagato per un crimine legato all’evasione fiscale. A incassare saranno il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, a cui andranno 1,7 miliardi, la Federal Reserve (100 milioni) e il dipartimento di Stato di New York per gli Affari economici (715 milioni).

Nell’annunciare il patteggiamento, il ministro della Giustizia americano Eric Holder ha detto che centinaia fra dipendenti e manager della banca hanno avuto un ruolo nell’aiutare facoltosi clienti americani ad aggirare il fisco. “La redditività o la quota di mercato di una banca non possono e non saranno mai usate come scudo dall’essere perseguite o punite. Questo caso mostra come nessuna istituzione finanziaria, qualunque sia la sua dimensione, è al di sopra della legge”, ha sottolineato Holder. Una chiara risposta all’accusa, mossa spesso alle autorità americane, di non aver colpito nessuna delle banche coinvolte nella crisi, tanto da far pensare che alcuni istituti fossero troppo grandi per finire alla sbarra: il cosiddetto ‘too-big-to-jail’. Ma la punizione del gigante bancario svizzero rappresenta un primo esempio di segno opposto, nel segno del giro di vite deciso dall’amministrazione Obama nei confronti dei gruppi stranieri sospettati di responsabilità nel facilitare l’evasione. “Credit Suisse ha cospirato per aiutare i cittadini americani a nascondere i propri asset offshore al fine di evadere le tasse”, ha ricordato il ministro. “Quando una banca è impegnata in una tale cattiva condotta, deve attendersi di essere perseguita penalmente dal Dipartimento di Giustizia”.

Ammettendo la propria colpevolezza, Credit Suisse diventa la prima banca dal 1995 ad ammettere un reato negli Usa: l’ultima era stata la giapponese Daiwa Bank nel 1995. Il patteggiamento di Credit Suisse è inoltre molto superiore alla sanzione da 780 milioni di dollari pagata nel 2009 da Ubs per aver aiutato cittadini americani a sfuggire al fisco.