Tre ore di discussione e un nulla di fatto. L’assemblea della Legabasket non ha un nuovo presidente dopo la rinuncia all’incarico dell’ex gm di Siena Ferdinando Minucci, eletto lo scorso febbraio e finito agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. I 16 presidenti delle società di Serie A si sono incontrati questa mattina a Milano ma la riunione non ha partorito il nome del futuro numero uno, anzi. Nei prossimi giorni i colloqui continueranno perché si è deciso di ripartire dai programmi e non dalle persone. I club del massimo campionato hanno stabilito che, dopo il terremoto provocato dall’operazione dell’8 maggio, la priorità non è il volto ma il profilo del prossimo presidente.

L’indecisione ruota attorno a una figura interna, politica o manageriale: una questione di non poco conto che pare non trovi identità di vedute nell’assemblea. I tempi sono però stretti e un accordo va trovato in fretta. Già nel giorno in cui Minucci è stato arrestato, la Federazione aveva esortato la Lega a trovare “immediatamente i giusti rimedi per riaffermare i principi di lealtà e correttezza che sono i fondamenti dell’intero movimento sportivo”. Un primo avvertimento che potrebbe portare la Fip a intervenire di nuovo sollecitando una soluzione definitiva nel caso in cui la discussione dovesse rivelarsi lunga. La ripartenza lenta di oggi, dettata dall’impossibilità di sbagliare una seconda volta, potrebbe chiudere le porte ai nomi circolati la scorsa settimana, da Maurizio Gherardini all’ex manager Ferrari Stefano Domenicali, considerato fuori budget ma nel week end a Milano per la Final Four di Eurolega. Tra quaranta giorni il campionato avrà il suo vincitore e, a bocce ferme, la Lega dovrà avere un presidente e un programma per il suo futuro.

Oggi infatti partono i playoff scudetto che vedono l’Olimpia EA7 Milano come favorita della vigilia. Chiuso la stagione regolare con un cammino immacolato – 19 vittorie consecutive, non perde dal 22 dicembre – la squadra guidata da coach Luca Banchi incrocia questa sera Pistoia, rivelazione del campionato capace di ritagliarsi un posto tra le prime otto nonostante un budget da minimo storico per la Serie A. In campo anche Sassari e Brindisi – quarta e quinta in stagione regolare – con i sardi favoriti grazie al fattore campo e in virtù dell’andamento negativo degli avversari nella parte finale della regular season. Chi passa, incrocia Milano in semifinale vedendo rimpicciolirsi le possibilità di giocarsi lo scudetto. Tutto molto più aperto nell’altra parte del tabellone (gara-1 domani alle 20.30) dove Cantù sfida Roma e Reggio Emilia, fresca di vittoria in Eurochallenge, prova a fermare l’incredibile stagione di Siena, fallita a febbraio e con un futuro più ombre che luci ma capace di continuare a dire le propria sul parquet. La strada dello scudetto sembra segnata in direzione Milano, arrivata a un passo anche dal sogno europeo.

La creatura di Giorgio Armani ha terminato ad aprile la propria avventura nei playoff di Eurolega che hanno deciso le quattro semifinaliste. E proprio nella casa dell’Olimpia, durante il week end, il Maccabi Tel Aviv – che l’aveva eliminata – ha scritto una delle pagine recenti più belle del basket europeo. La squadra israeliana ha vinto la Champions del basket partendo da ‘cenerentola’ tra le quattro protagoniste al Forum. Una lezione di quanto il gruppo valga più dei singoli e uno spettacolo per la città. Nel capoluogo lombardo sono arrivati circa 12mila tifosi stranieri, ottomila dei quali da Israele, e oltre 400 giornalisti per un evento trasmesso in 201 nazioni grazie a un network di 52 emittenti. Un lampo di luce, con piazza Duomo ‘accesa’ dalla fan zone e dalla festa dei tifosi del Maccabi dopo la vittoria, che ha rischiarato le macerie del basket italiano.

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