Complice il Tesoro, la Fondazione Mps con una mano prende e con l’altra dà. La storia si ripete, insomma, a Siena, dove l’ente guidato da Antonella Mansi ha avuto il via libera del ministero di Piercarlo Padoan investire quasi il doppio del previsto (circa 125 milioni di euro) nel Monte dei Paschi di Siena per non perdere ulteriore peso nell’istituto dopo che l’importo della ricapitalizzazione imposta da Bruxelles è lievitato da 3 a 5 miliardi di euro. E questo nonostante le precedenti operazioni sul capitale della banca siano costate carissime all’ente negli anni scorsi arrivato a indebitarsi fino al collo per non mollare la presa sull’istituto, salvo poi vendere buona parte della partecipazione per rientrare. Il tutto a scapito della sua mission originaria che sarebbe di sostenere il territorio con le erogazioni. Il placet di Padoan è arrivato subito dopo l’ok della Banca d’Italia alla vendita da parte della Fondazione del 6,5% di Mps ai due soci sudamericani, Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%). L’autorizzazione, ha spiegato l’ente, rientra “nel quadro degli accordi di vendita e parasociali contenuti nel contratto sottoscritto tra le parti in data 31 marzo e modificato il 30 aprile” scorso.

Il giorno prima via Nazionale aveva altresì autorizzato Mps a riscattare 3 miliardi di Nuovi Strumenti Finanziari, cioè i cosiddetti Monti bond, gli aiuti di Stato che la banca aveva ricevuto dal governo dei tecnici. “In considerazione della volontà già comunicata alla Banca di corrispondere gli interessi sui Nuovi Strumenti Finanziari relativi all’esercizio 2013 attraverso l’emissione di ulteriori nuovi Strumenti Finanziari (così come già fatto rispetto agli interessi relativi all’esercizio 2012 relativi ai Tremonti Bond) che saranno riscattati contestualmente all’emissione, la Banca d’Italia ha inoltre autorizzato il riscatto di 329 milioni di tali Nuovi Strumenti Finanziari”, ha precisato Mps. Tali autorizzazioni sono subordinate al perfezionamento dell’aumento di capitale che sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea straordinaria dei soci convocata per i giorni 20, 21 e 22 maggio 2014. Pertanto, ad esito dell’aumento di capitale in opzione citato, la Banca sarà in grado di riscattare le obbligazioni sottoscritte dal Tesoro per un corrispettivo complessivo pari a 3,46 miliardi.