Class Editori ricapitalizza e finisce nel mirino della Consob. L’editore del quotidiano economico-finanziario Mf/Milano Finanza ha approvato un aumento di capitale fino a 40 milioni di euro, conferendo al consiglio di amministrazione la delega per la sua esecuzione che dovrà avvenire entro il 30 agosto 2014. Lo ha comunicato lo stesso gruppo editoriale in una nota in cui risponde anche alla richiesta di chiarimenti da parte della Commissione di vigilanza sui mercati finanziari sugli obiettivi del piano industriale e sulla ricapitalizzazione.

In merito alla disponibilità dei soci Euroclass Multimedia Holding SA e il fondatore Paolo Panerai a sottoscrivere la loro quota di aumento di capitale e l’eventuale inoptato, la società ha spiegato su richiesta della Consob di disporre di una “conferma informale” degli azionisti e si attende “nei prossimi giorni” una “conferma formale”. I proventi dell’aumento saranno “principalmente destinati al riequilibrio finanziario del capitale circolante, con il pagamento di parte dei debiti scaduti verso fornitori” nonché “allo sviluppo del business digitale” e infine “all’espansione dell’attività internazionale“. Non è invece previsto un loro “utilizzo significativo” per rimborsare i fidi con le banche, pari a circa 85 milioni di euro.

Tra i soci di Euroclass a fine 2013 figuravano Unicredit, le famiglie Gori­ Batacchi (Finanziaria 200 spa) e la filiale irlandese della Banca Popolare di Vicenza (Bpv Finance Limited). Istituto, quest’ultimo in cui il gruppo Class ha una piccola partecipazione (lo 0,008% pari a 450mila euro). Quanto alle partite debitorie del gruppo editoriale, a fine 2013 i debiti verso le banche ammontavano a 26,76 milioni di euro su un totale di 81,69 milioni di indebitamento finanziario. Le partite a medio-lungo termine nella fotografia del bilancio 2013 includono due finanziamenti agevolati a lungo termine contratti da Class Editori e PMF News Editori con Centrobanca, con scadenza 2015, un finanziamento con Unicredit (ex Mediocredito Centrale), contratto da PMF News Editori, anch’esso con scadenza 2015, nonché un finanziamento contratto dalla controllata Assinform con banca Carige, con scadenza 2017. Tra i debiti finanziari correnti, poi, c’è anche un mutuo di 5 anni per 6 milioni di euro contratto con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, “che ha rifinanziato linee di breve termine per la stesso importo”. Quanto ai rapporti con i fornitori, il totale alla fine del 2013 era di 34,49 milioni di euro.

E se Class piange, il Sole 24 Ore non ride, vista la trimestrale in chiaroscuro licenziata lunedì, che evidenzia un dimezzamento della perdita a 5,8 milioni rispetto al rosso di 10,4 milioni dello stesso periodo del 2013 su ricavi stabili e un margine operativo lordo tornato in positivo per 1 milione dal rosso di 6,7 milioni dell’anno prima. Ma i debiti, intanto, crescono a quota 57,8 milioni di euro dai 48,6 milioni di fine 2013 “avendo scontato il pagamento di oneri non ricorrenti per 8 milioni di euro”, come si legge in una nota dell’editrice della Confindustria. Che nell’ultimo anno ha beneficiato dei sacrifici dei dipendenti: il costo del personale nel trimestre è diminuito di 2,8 milioni di euro pari al 7,6 per cento. Risultato dovuto all’effetto combinato dell’applicazione dei contratti di solidarietà che hanno fruttato risparmi per 1,3 milioni e del taglio di 67 lavoratori, 56 dei quali dipendenti e 11 tra interinali, stagisti e collaboratori, per un valore complessivo di 1,5 milioni.