Dare il Daspo di 5 anni a uno con cui hai trattato è assolutamente un’ipocrisia. Preferirei che Alfano desse il Daspo a quelli che sbarcano a Lampedusa piuttosto che ad altri”. Sono le parole di Matteo Salvini ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24. “Alfano” – continua – “non è capace, non è buono a fare il ministro. Ma poi è lo stesso ministro che ha votato lo svuotacarceri. Che credibilità hai? Fai uscire i rapinatori e dai il Daspo a uno con una maglietta… ma è demenziale. Qua c’è la tubercolosi che torna a casa nostra. Chi la porta? Non arriva certamente dalla Svizzera. Viene dall’Africa evidentemente, chiedetelo a qualunque medico che lavora in un pronto soccorso milanese o anche tarantino”. E ribadisce: “Gli immigrati africani portano scabbia e tubercolosi. Spero che non arrivi anche l’ebola, che è concentrata nel Centro Africa, ma l’allarme c’è negli aeroporti. Se tornano malattie, come la scabbia e la tubercolosi che non c’erano da decenni, è un problema per chi le porta, e va curato, e per gli italiani che sono a serio rischio. Quelle mamme che non hanno mandato i loro bimbi in gita a Modica a causa degli autobus che prendono anche i clandestini sono razziste o sono mamme di buon senso?”. Sulle dure parole di Giampiero Mugnini, che lo ha definito “peggio di Genny ‘a Carogna”, il segretario della Lega Nord dichiara: “Lascio giudicare agli ascoltatori se le sue parole hanno un senso. Se dire che Elsa Fornero è un essere umano da maledire e che stiamo cercando di cancellare la sua infame legge implica essere accostato a Genny ‘a Carogna, allora sono orgoglioso. Se riesco a cancellare la legge Fornero, chiamatemi Salvini ‘a Carogna”. Salvini poi commenta le contestazioni subite a Napoli: “A far casino non erano dei napoletani, ma 30 ultrà con la felpa del Napoli che inneggiavano a Genny ‘a Carogna. Erano sulla linea di Mughini, perché dicevano che bisognava portare rispetto quando si parlava di Genny ‘a Carogna. Io non lo conosco, magari è una stimabilissima persona” – prosegue – “ma l’unica soddisfazione è che, dopo questo atto incivile, ho ricevuto 300 inviti a tornare a Napoli da parte di imprenditori, architetti, giovani disoccupati, studenti e professori. Persone perbene” di Gisella Ruccia