Berlusconi ‘di cura’ e di governo. Ai microfoni di Radio anch’io e di Tgcom24, il leader di Forza Italia parla a 360 gradi e dà due notizie e un annuncio: apre alla possibilità che il suo partito entri in maggioranza (“Per il bene del Paese”), non esclude l’ingresso delle sue figlie in politica (“Sono motivati, a loro è venuta voglia di farlo”) e promette una “grande sorpresa per i malati di Alzheimer” di Cesano Boscone, clinica in cui dovrà recarsi per ‘scontare’ i servizi sociali.

Forza Italia in maggioranza: ne era uscita a ottobre scorso
Uno spiraglio che è molto più di un’apertura. L’ex premier non esclude che Forza Italia in un domani più o meno prossimo potrà rientrare tra i ranghi della maggiorana, ad appena sette mesi dal clamoroso strappo con il governo Letta. Era ottobre 2013, infatti, quando le strade di Angelino Alfano e Silvio Berlusconi si divisero: il capo aveva l’esigenza di uscire dal governo (per i suoi guai giudiziari) che aveva contribuito a far nascere e abbandonò il premier. Alfano decise di prender un’altra strada: strappo con Berlusconi e fiducia a Letta. Ora, però, Berlusconi ci sta ripensando. E, dopo gli incontri con Renzi e gli accordi sulla legge elettorale, apre all’ipotesi di un ritorno in governo: “Dovremo guardare a quello che succederà nell’economia e nel Paese – ha detto Berlusconi – Non escludo che per il bene del Paese possa esserci ad un certo momento la necessità di stare tutti insieme” nel governo, “per assumere alcune importanti decisioni, però non lo posso assicurare”. Un’apertura a tutti gli effetti.

La sorpresa per i malati di Cesano Boscone
Quelle dell’ex premier, però, sono state dichiarazioni a tutto campo in cui non ha potuto non parlare della sua assegnazione ai servizi sociali. Ovviamente lo ha fatto a modo suo: “A poco a poco l’ho approfondita e guardo con piacere a questa possibilità di passare del tempo tra persone che sono colpite dalla sfortuna e dalla malattia e che soffrono – ha detto Berlusconi – Quindi finirà che mi tratterrò molto più del tempo” stabilito e “ho in serbo una grande, grande sorpresa, perché mi sono bastati 10 giorni per andare a fondo sui sistemi di cura che si possono applicare” ha annunciato Berlusconi in vista dell’impegno che inizierà venerdì prossimo al Centro Sacra Famiglia.

I figli in politica: “Sono motivati, a loro è venuta voglia”
Altra importante novità, annunciata da Berlusconi, è che l’ingresso dei suoi figli in politica non è più una possibilità irrealizzabile. “Ho sconsigliato tutti i miei figli di entrare in una politica come questa di oggi in Italia che si può raddrizzare soltanto se il popolo dei moderati scende in campo – ha detto Berlusconi – Cercherò di sconsigliarli. A loro è venuta voglia, anche per cercare di reagire a quello che mi è successo, loro sono motivati ma è il popolo che li deve accettare e votare. Da sempre ho lasciato decidere i miei figli su quello che loro intendono fare”. Per Berlusconi, poi, le primarie sono assolutamente necessarie anche all’interno del suo partito: “Credo che nella situazione attuale le primarie siano un passaggio assolutamente indispensabile”.

La riforma del Senato 
“Il Senato esiste da duemila anni. I senatori non erano brave persone neanche ai tempi dell’antica Roma. Ma come si può pensare di ridurre e cambiare il Senato in due settimane? È una cosa veramente assurda”. Con queste parole che suonano come un nuovo passo indietro, Silvio Berlusconi frena sulle riforme costituzionali. E lo fa proprio nel giorno nel quale il governo spera di incassare un primo via libera al testo base del ddl che cambia il Senato in commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama. “Così il Senato diventerebbe un dopo lavoro per sindaci in gita turistica a Roma”, afferma l’ex cavaliere che attacca la riforma del Senato proposta da Matteo Renzi. “Eravamo d’accordo – spiega Berlusconi – con la diminuzione delle spese, la non elezione diretta dei senatori, la non approvazione da parte del Senato delle leggi e della fiducia al Governo”. Poi, senza consultarci, il premier “che da non eletto ha un deficit di credibilità, ha fatto approvare dal Consiglio dei ministri un assetto del Senato inaccettabile. Ha presentato il progetto in Senato e nessuno è stato d’accordo, né il Pd, né noi. Ora si è detto disponibile a dar vita a un tavolo con i nostri e i loro tecnici per una diversa conclusione”. Di certo c’è “che se io fossi andato a Palazzo Chigi come c’è andato Renzi, – prosegue l’ex premier – ci sarebbe stata la rivoluzione”. Berlusconi precisa però che se il premier “ci dice che è disposto a intervenire sugli assetti istituzionali, noi dobbiamo rispondere che siamo d’accordo”. Ma aggiunge che “per ora si parla solo della riforma del Senato”. Sulle altre due situazioni, quella della riforma del Titolo V della Costituzione e la riforma della legge elettorale, dove “c’erano dei punti accettati”, Renzi ha fatto marcia indietro, “probabilmente costretto dai piccoli partiti”.

In tema di riforme l’ex presidente del Consiglio ribadisce quanto aveva detto nei giorni scorsi: la necessità di una riforma “che dia al presidente del Consiglio gli stessi poteri dei suoi colleghi”; che vi sia “una sola Camera dimezzata nel numero dei suoi componenti”; che cambi “il sistema di elezione della corte costituzionale”. Inoltre aggiunge di ritenere che i cittadini debbano potere “eleggere il presidente della Repubblica. Se così fosse avremmo presidenti diversi da quelli che ci sono stati ora”.

Uscire dall’Eurozona
Parla anche d’Europa il leader di Forza Italia e attacca la moneta unica. Una mossa che in passato ha mostrato di pagare in termini elettorali. “L’idea di uscire dall’euro mi pare avventurosa ma se non dovessimo riuscire a cambiare la politica della Bce e dell’Ue sarà la realtà ad imporre a noi, alla Francia, all’Irlanda e al Portogallo, l’uscita dall’euro per ritornare alla nostra moneta”, dice Berlusconi.