L’accusa è di aver partecipato nel 1972 all’omicidio di Jean McConville, una donna, madre di dieci figli, accusata di essere un’informatrice e scomparsa dal suo appartamento a Belfast ovest, e il cui scheletro fu ritrovato vicino a una spiaggia nel 2003. L’arresto è avvenuto ieri sera e in queste ore continua a essere interrogato dalla polizia Gerry Adams, uno dei nordirlandesi più famosi al mondo, parlamentare e leader di Sinn Féin, partito nato come braccio politico dell’Ira, il movimento per la liberazione di quest’area del Regno Unito in terra irlandese. Adams – che non si è mai dissociato dal braccio armato pur condannando, ma non sempre, omicidi e violenze – tuttavia è molto più di un leader di un partito che siede in parlamento, ma è anche l’artefice massimo, da parte repubblicana, di quel progetto di pacificazione nazionale che, pur fra mille problemi, continua a reggere.

Ora il partito, che ha fornito all’Irlanda del Nord anche l’attuale vice primo ministro, accusa: “Questo è assolutamente inaccettabile e l’arresto arriva a solo poche settimane dalle elezioni europee e locali, le tempistiche sono spietate”. Ma l’Ufficio per l’Irlanda del Nord, che cura le istanze britanniche in quel martoriato pezzo d’Irlanda, ha subito tenuto a precisare: “Non c’è nulla di politico in questo arresto, tutto quello che è stato fatto è di responsabilità della polizia”. Ieri tuttavia, prima di entrare nel commissariato di Antrim dove poi è stato fermato, il leader 65enne ha negato, di fronte alle telecamere di Rté, ogni legame con l’omicidio. “Fu un atto spietato, ma io non c’entro nulla”, ha detto Adams, mentre la stampa di mezzo mondo scaldava il motore per dare la notizia. “Sono completamente innocente. L’omicidio di Jean McConville e la sepoltura segreta del suo corpo è stata una terribile ingiustizia a lei e alla sua famiglia”, ha aggiunto Adams, che sapeva già da qualche settimana del “colloquio” che avrebbe avuto ieri con la polizia.

Alcuni dei figli della donna hanno comunque gioito alla notizia dell’arresto. “Forse finalmente verrà fatta giustizia”, hanno fatto sapere con un comunicato scritto da Michael, che aveva undici anni quando la madre fu fatta sparire e uccisa. Se non fosse scomparsa, oggi la donna avrebbe 80 anni. “E forse sarebbe ancora via, solo Dio lo sa, se solo l’Ira non l’avesse uccisa”, aggiungeva il comunicato. La donna fu rapita di fronte ai suoi figli, dopo essere stata accusata – a quanto pare, dicono le indagini ora, senza fondamento – di essere una informatrice. L’arresto di Adams non è l’unico degli ultimi mesi. Altre persone – ma il numero non è stato reso noto – sono state interrogate e poi fermate dalla polizia, sempre per lo stesso omicidio, uno dei più tristemente noti del periodo dei Troubles, gli scontri e le tensioni di lunga durata fra repubblicani e unionisti, quindi fra cattolici e protestanti, ma anche – e basta fare un giro a Belfast e dintorni per capirlo – fra ricchi e poveri, fra working class e media e alta borghesia.

Molti degli arresti di questi ultimi tempi sono legati alle interviste, secretate ma neanche più di tanto, che molti degli uomini dell’Ira hanno rilasciato ai ricercatori del Boston College degli Stati Uniti. I quali hanno cercato di costruire un archivio sui fatti di quegli anni e sulle storie non raccontate dai media e meno conosciute. Fra il 2001 e il 2006, decine di ex appartenenti dell’Ira furono intervistati a Belfast e nel resto dell’Irlanda del Nord in questo grande progetto di storia orale, finanziato con 200mila dollari da un ricco americano di origine irlandese. I nastri furono poi trascritti e chiusi a chiave in una biblioteca di Boston, ma molte delle rivelazioni furono passate alla polizia britannica, l’anno scorso, dopo una causa legale durata molti mesi, un processo che diede alle forze dell’ordine il diritto di accedere alle registrazioni. Diversi furono gli “scomparsi” (disappeared) dei Troubles. Nel 1999 l’Ira ammise di averne ucciso e sepolto in posti segreti almeno nove di questi. Il destino del leader di Sinn Féin e della sua lotta decennale – anche se ora con altri mezzi e strategie – per la liberazione dell’Irlanda del Nord passerà anche per quei nastri criptati racchiusi in una biblioteca di Boston.