Renzi e il Pd vincono, ma con un po’ più voti di destra e un po’ meno voti di sinistra. Una preferenza su due di coloro che oggi dichiarano di avere intenzione di scegliere il Partito Democratico arriva infatti da chi alle elezioni politiche del 2013 aveva votato altro: Movimento Cinque Stelle, Scelta Civica, “partito dell’astensionismo“, ma perfino Pdl. Le cifre sono quelle di un sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, mentre l’ammissione implicita arriva dallo stesso Silvio Berlusconi durante la presentazione delle liste dei candidati di Forza Italia alle elezioni europee nella circoscrizione Nord Ovest. “Con un diluvio di questo tipo – ha detto il Cavaliere riferendosi alla presenza di Matteo Renzi in tv – credo che se siamo al 20% dobbiamo accendere un cero”. Come a dire: Renzi si prende anche parte dei nostri voti. Per l’esattezza, secondo le analisi di Ipsos, il 5% di chi nel 2013 aveva scelto il Pdl ora barrerebbe sulla scheda elettorale il simbolo del Pd. Cosa lascerebbero invece sul campo i democratici? I voti della sinistra. Gli indecisi e gli astensionisti, secondo l’istituto guidato da Nando Pagnoncelli, sono più numerosi tra le fila di quel che resta della sinistra (Sel, Rifondazione Comunista e l’area che un anno fa era raccolta nel magro risultato di Rivoluzione Civile). Quella fetta di sinistra – non irrilevante, in potenza – il Pd non la prende: quegli elettori decidono di non votare piuttosto di scegliere Renzi. 

Le intenzioni di voto
Di certo c’è che il lavoro di Ipsos rassicura il presidente del Consiglio. I sondaggi di un paio di giorni fa suggerivano quasi un testa a testa tra Pd e M5s, con una forbice che si riduceva per alcuni istituti fino al 2% (29 contro 27). L’aria di sorpasso – sognata dai grillini – si dirada invece nei risultati di Pagnoncelli: il Pd raccoglierebbe infatti il 34,9% (+1,6% in tre settimane), il Movimento Cinque Stelle il 21,6, Forza Italia raggiungerebbe il 19 (con un calo di 2 punti in venti giorni). Conquisterebbero seggi anche Nuovo Centrodestra (alleato con l’Udc) che prenderebbe il 6,3%, la Lega Nord (5,4), Fratelli d’Italia (4,1) e la Svp (ma per le norme che tutelano le minoranze linguistiche visto che il partito sudtirolese non supererebbe il mezzo punto percentuale). Non raggiungerebbero invece la soglia di sbarramento la Lista Tsipras (3,1%) e Scelta Europea (3,2). “L’isola” degli indecisi e del non voto varrebbe ancora una volta la parte maggioritaria degli aventi diritto: 37,7%.

I “nuovi” voti del Pd? Da astenuti, M5s e Pdl
Ma l’approfondimento dell’Ipsos indica anche i flussi elettorali quasi inediti tra M5s e Pd, ma soprattutto tra forze centrodestra e Pd. Già alle elezioni politiche – come ricorda lo stesso Pagnoncelli sul Corriere – si era registrato quello che il Cise di Roberto D’Alimonte aveva definito “il più elevato tasso di volatilità di sempre” con due elettori su 5 che hanno cambiato la scelta del 2008 e con una voragine nei bacini elettorali di Pdl (6,3 milioni di voti persi) e Pd (3,5). 

A questo giro dunque il Pd prenderebbe voti per il 54% dagli stessi suoi elettori del 2013. Il resto è diviso tra ex astenuti (8%), ex M5s (13), ex Scelta Civica (12), ex Pdl (5%) e con percentuali minuscole da altri partiti anche di centrodestra. Ma colpisce che la base elettorale del Pd faccia strage di cuori nel campo del centrodestra: voterebbero per Renzi il 7% di coloro che nel 2013 scelsero il Pdl, il 36% di chi preferì Scelta Civica e il 25% degli elettori di un anno fa di Udc e Fli

I più fedeli restano gli elettori dei Cinque Stelle: l’80% aveva già votato Grillo nel 2013, mentre conquisterebbe preferenze nuove da chi si era astenuto un anno fa (6%) e in pari entità (4%) da Pd e Pdl. Se Forza Italia al massimo si prende un pezzetto di eredità di Mario Monti (8%), il Nuovo Centrodestra raccogliere un po’ da tutti i depositi di voti: da Scelta Civica al Movimento Cinque Stelle, passando per Fratelli d’Italia e perfino il Pd. 

Sinistra in fuga: tra il Pd e il nulla, meglio il nulla
Ma l’altro dato importante nel campo del centrosinistra è che i partiti diversi dal Pd non vogliono farsi guidare da Renzi e forse anche una parte dello stesso Pd. Secondo il sondaggio di Ipso il 26% di chi nel 2013 ha votato il Pd questa volta si asterrebbe o comunque è ancora indeciso. Non solo. Se ci si sposta di un passo a sinistra, il 39% di chi nel 2013 ha votato Sel e Rivoluzione Civile (che univa Rifondazione, Comunisti Italiani e Italia dei Valori) non ha intenzione di ripresentarsi alle urne il 25 maggio o comunque è ancora indeciso. Non trova alternative, insomma. Tra il Pd e il nulla sceglie il nulla. Ma c’è ancora una mese di campagna elettorale in cui può succedere molto. Gli spauracchi di Beppe Grillo e Silvio Berlusconi potrebbero giocare – ancora una volta – a favore di Matteo Renzi.