“Alcuni servizi segreti occidentali sanno perfettamente che Emanuela Orlandi si trova attualmente nelle mani del governo vaticano. Ospite probabilmente in qualche convento di clausura. Papa Francesco può ordinare di liberarla immediatamente”. A pochi giorni dalla canonizzazione, Ali Agca, l’uomo che attentò alla vita di Papa Wojtyla, torna a lanciare accuse contro la Santa Sede in un’intervista esclusiva all’ANSA. Cita il Vangelo di Giovanni per dire che “La verità vi renderà liberi”. Liberando Emanuela Orlandi, afferma Agca “il Vaticano avrà liberato se stesso dalla prigionia di una piccola menzogna inutile”

Ricordando l’attentato a Giovanni Paolo II, l’ex lupo grigio, dice di non essere “pentito”. C’è una “incalcolabile differenza tra un miracolo divino come il mio attentato al Papa, ed un crimine psicopatico ingiustificabile come l’uccisione di Aldo Moro: io sono felicissimo di essere stato al centro di un piano divino che mi è costato 30 anni infernali in cella di isolamento”. 

“Io volevo assolutamente uccidere il Papa – ha aggiunto il terrorista turco – e volevo morire in Piazza San Pietro per suicidio o linciaggio che fosse. Dopo diversi anni io ho capito, ho visto con delle prove personali indiscutibili che il 13 maggio 1981 Dio ha realizzato un miracolo in Piazza San Pietro”.