A colpi di quote da 99 euro si stanno comprando un’isola. A farlo in questi giorni, dopo che il demanio ha messo all’asta Poveglia, sono i veneziani. Quasi 4500 like su facebook nel profilo legato all’associazione promotrice dell’iniziativa, diverse personalità cittadine che hanno dichiarato che parteciperanno alla raccolta fondi (o che potrebbero farlo) compreso il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e per tutti una sola partita da vincere: quella economica. Perché se l’iniziativa si distingue da tutte le altre offerte in gara per contenuti, e come unica proposta di azionariato popolare, pare però che sarà quello economico l’unico criterio che verrà usato per stilare la graduatoria di vendita. I veneziani però hanno deciso di provarci ugualmente. Forse stufi del fatto che troppo spesso negli ultimi anni le piccole isole della laguna sono diventate con un coup de théâtre proprietà privata e in alcune di queste è stata decisa la costruzione di hotel di lusso. O forse solo affascinati dall’idea di poter ricreare uno spazio cittadino gestito dai cittadini. In ogni caso, hanno deciso di partecipare all’asta.

“Potevamo semplicemente assistere all’ennesima vendita di un’isola a qualche albergatore internazionale, o tentare almeno una sortita, un progetto – scrive l’associazione Poveglia per tutti – è per questo che vogliamo provarci, vogliamo prendere in concessione Poveglia per 99 anni. Vogliamo che rimanga pubblica, aperta, ad uso di tutti. Se la nostra offerta al demanio sarà la migliore, la comunità dei sottoscrittori, riunita nell’associazione ‘Poveglia’, gestirà democraticamente, a fini pubblici, l’isola”. Per farlo però il gruppo ha messo in chiaro fin da subito le intenzioni, in una “carta costituzionale” che tutti gli aderenti devono firmare prima di versare la quota.

Innanzitutto la parte verde non verrà toccata. Verrà usata come parco pubblico e dedicata ad orti urbani. Ci potrà essere un posto dove ormeggiare, uno spazio per un barbecue, il prato per giocare coi bambini. Spazi liberi e all’aperto insomma. La parte edificata, invece, servirà a ripagare i costi di gestione della parte pubblica ma sempre in base a delle decisioni prese dalla collettività. La gestione dell’isola sarà no-profit ed eco-sostenibile e tutti gli utili saranno dunque reinvestiti sull’isola stessa ma soprattutto la gestione sarà partecipata. Ogni azionista avrà gli stessi diritti degli altri, senza scale di valori in base alle quote. L’isola conta in tutto sette ettari e il progetto che inizialmente è stato pensato da una trentina di cittadini ora viaggia velocissimo.

“Siamo tutti membri dell’associazione Poveglia – spiega Lorenzo Pesola, uno dei fondatori – siamo convinti che dobbiamo proporci non tanto come futuri proprietari dell’isola ma come futuri garanti del suo uso pubblico. Sembra assurdo dover comprare le cose per renderle di pubblico utilizzo ma in questo caso è l’unica via”. La campagna di raccolta fondi che avrà oggi un nuovo momento di incontro, ha tempo ancora per tre settimane per arrivare all’offerta definitiva (le buste verranno aperte il sei maggio). Ogni partecipante mette una quota da 99 euro che verrà restituita se l’associazione dovesse perdere l’asta. Ma gli iscritti annunciano controllo diretto sugli spazi anche dovesse “andare male”. Veglieranno insomma sul rispetto dei criteri e sulla presenza di spazi ad uso pubblico dell’isola, anche se a comprarla dovesse essere un grande nome del settore alberghiero. La corsa all’isola dei veneziani intanto continua via mail ad associazionepoveglia@gmail.com e attraverso la pagina facebook.