“Noi abbiamo trovato una non compatibilità né materna né paterna con Dna dei due gemelli, quindi non sono compatibili in nessun modo, al mille per cento escludiamo un nostro errore al S. Anna”. A parlare è il dottor Gian Franco Gelli, direttore dell’Unità operativa di Citogenetica e Genetica medica al Centro S. Anna di Roma. E’ il medico specialista che ha eseguito il test del Dna della coppia coinvolta nello scambio di embrioni all’Ospedale Pertini e che ha scoperto l’incompatibilità genetica dei gemelli con entrambi i genitori. “Noi facciamo l’esclusione dalla contaminazione cellulare materna e del villo coriale per essere sicuri di analizzare il feto – ha detto il dottor Gelli a ilfattoquotidiano.it – lì abbiamo visto che il profilo del Dna della madre non era compatibile con quella dei feti e abbiamo fatto controlli incrociati su tutte le villocentesi di quel giorno”. Intanto una delle coppie sottoposte al trattamento di fecondazione assistita – come riporta l’Ansa – al Pertini di Roma il 4 dicembre scorso ha presentato denuncia alla Procura di Roma. Si tratta della coppia il cui esito del trattamento fu negativo e che potrebbe essere coinvolta nello scambio di embrioni.
“Dove sono i nostri embrioni? – chiede il papà dei due gemelli –. Ditemi dove sono i miei veri figli”. La preoccupazione sale anche nelle altre coppie che si sono sottoposte alla procreazione assistita al Pertini di Roma: “Non potrei vivere con l’idea o il sospetto che ci sono i miei bambini in giro per l’Italia’”, dice a Il Messaggero una delle donne chiamata dal Pertini per la fecondazione il 4 dicembre scorso. Il direttore del Dipartimento materno-infantile della Asl Roma B, Massimo Giovannini, getta acqua sul fuoco: “Qualora fosse confermata l’ipotesi di uno scambio di embrioni sarebbe da intendersi come un evento rarissimo o addirittura unico, tuttavia le coppie che si sono affidate a noi nell’ultimo anno possono togliersi ogni dubbio con un esame del Dna”  di Paola Mentuccia