Mandare un’email ai senatori del Partito democratico che martedì voteranno il ddl sul voto di scambioper chiedergli un “atto di dignità” rialzando le pene a 7 e 12 anni. Questa la proposta lanciata ai cittadini del Movimento 5 stelle nella campagna: “Fuori la mafia dallo stato”. Il Palazzo Madama si pronuncerà sul disegno di legge il 15 aprile .

L’Aula del Senato aveva approvato il provvedimento contro il voto di scambio politico mafioso con 168 “sì”, 4 “no” e 66 astenuti, il 28 gennaio. La maggioranza si era spaccata: a favore avevano votato Pd, Sc, Popolari per l’Italia, M5S e Lega. Nuovo Centrodestra e Forza Italia si erano astenuti, il che al Senato equivale ad un voto contrario. Gal si era espressa invece con voto contrario. Il provvedimento era così tornato alla Camera per l’approvazione finale. Montecitorio ha discusso il disegno di legge il 3 aprile, approvandolo  in terza lettura. Alla Camera però il testo è stato modificato, respingendo gli emendamenti proposti dai deputati 5 stelle, finendo per essere annacquato. Quello uscito dal Senato per il reato punito dall’articolo 416 ter del Codice penale prevedeva una pena di minimo 7 anni e massimo 12. Il testo approvato in Aula dai deputati  abbassa le condanne portandole da 4 ai massimo 10 anni.

Giovedì il disegno di legge corretto dalla Camera era arrivato nuovamente a palazzo Madama per l’approvazione. Qui, per tagliare i tempi, è stata votata la cosiddetta “ghigliottina: la possibilità di sospendere la discussione generale per passare direttamente al voto del testo martedì 15 aprile. Decisione firmata, tra gli altri, dai capigruppo Luigi Zanda (Pd), Paolo Romani (FI) e Maurizio Sacconi. All’annuncio dato dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli erano seguite le proteste dei senatori del M5s. 

“Invitiamo i cittadini a chiedere con forza al PD un atto di coerenza e dignità”, si legge nell’appello dei 5 stelle. “Tra poche ore sul sito www.fuorilamafiadallostato.org partirà la campagna di coinvolgimento popolare diretto che durerà quattro giorni. I cittadini potranno inviare una email a tutti i senatori del Pd che il 28 gennaio votarono insieme al Movimento 5 stelle, perché martedì confermino quello che solo tre mesi fa pareva loro giusto e sacrosanto”.