Parla Jérome Kerviel il protagonista dello scandalo sui derivati del 2008. Racconta ai microfoni de ilfattoquotidiano.it la sua parabola personale, ma anche il rapporto di forza Stati-sistema bancario e i meccanismi che alimentano la speculazione (leggi). E’ il trader che ha fatto tremare le banche di tutta Europa. Il colosso finanziario francese per il quale ha lavorato, Société Générale, lo ha accusato di aver esposto l’istituto a una perdita di poco meno di 5 miliardi di euro. “Mi hanno condannato a tre anni di prigione per il crac in Borsa del mio istituto. I magistrati francesi – spiega – hanno considerato che i miei capi non sapevano nulla delle mie operazioni. Ma io oggi vi dico che: sapevano tutto. Ho le prove, ho le mail, tra me e i vertici dove tutto è scritto. Nero su bianco”. E aggiunge: “Oggi sono un pellegrino, ho già fatto 1400 km a piedi. Ho incontrato Papa Francesco, ho incontrato in Italia scolaresche, cittadini, associazioni per spiegare loro che cosa è il mondo della finanza. Arriverò a Parigi per incontrare le autorità giudiziarie (dove lo aspetta un mandato di arresto ndr)“. Il suo è un cammino di “penitenza”. “Non è cambiato nulla da allora. Ora ci sono prodotti finanziari ancora più complessi. Allora si speculava sulla paura legata al dopo attentati e alla crisi del petrolio, adesso si specula sui derivati climatici “strutturati” sui cambiamenti di temperatura tra 10 anni“. Kerviel è divenuto ormai il simbolo della speculazione della finanza. Sulla sua pagina Facebook, in cui sta raccogliendo migliaia di adesioni, scrive: “La mia battaglia per la verità, e per una finanza pulita, continua”  guarda la video-intervista integrale  di Fiorina Capozzi, Lisa Iotti (Presadiretta -Rai3) e Gaia Scacciavillani, montaggio di Samuele Orini, traduzione Clara Gibellini