“Al Commissariato Viminale di Roma – dove ieri un uomo tunisino in stato di arresto si è buttato dal terzo piano – c’è una sola camera di sicurezza, ma risulta inagibile”. Il segretario generale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia (Siulp) Felice Romano, nel precisare che “la notifica del verbale della persona sotto arresto avviene in ufficio“, fa luce sull’inadeguatezza delle strutture disponibili per la custodia degli arrestati che “devono essere controllati 24 ore su 24 dagli operatori di polizia”. Secondo il segretario Siulp, il ripetersi di episodi di suicidio nei commissariati è da ricondurre anche la riduzione del personale. “La Polizia di Stato – spiega – se prima aveva un organico di 117 mila unità, oggi si attesta sui 94 mila. Questo significa che se il Commissariato Viminale fosse stato a pieno organico gli operatori, anziché due sarebbero stati tre o in quattro e uno di loro si sarebbe posizionato davanti la finestra impedendo che la tragedia si consumasse”  di Paola Mentuccia