Luigi Gallo, il grande accusatore dei Cosentino’s nell’inchiesta che ha portato di nuovo in carcere l’ex sottosegretario all’economia e i suoi due fratelli, colloca l’inizio dei suoi guai con la famiglia di Nicola Cosentino al Natale del 1999. La vicenda è nota: Gallo ha un distributore Q8 ben avviato sulla Nola-Villa Literno e ha l’intenzione di aprirne un secondo dall’altro lato della strada. Il progetto si infrangerà contro gli interessi dei Cosentino, intenzionati ad aprire un impianto concorrente Agip a poche centinaia di metri. Loro ci riusciranno, e lui, schiacciato dalle pressioni e dalle intimidazioni del clan familiare di Nick ‘O Americano, dovrà desistere. Eppure Gallo voleva Giovanni Cosentino come proprio socio.

Il particolare inedito spunta dal verbale integrale del 23 dicembre 2011, agli atti delle indagini preliminari: “…Oltre agli auguri per le festività in corso (per il Natale 1999, ndr) comunicai a Giovanni Cosentino la mia iniziativa intrapresa per l’apertura del secondo distributore, riferendogli del buon esito che stava seguendo l’iter per il rilascio della relativa autorizzazione. Conoscendo l’interesse del Cosentino verso il particolare settore commerciale, gli dissi testualmente: ‘Mi farebbe piacere se potessimo realizzare il progetto in società. Non ho problemi di sorta sul leader che deciderai di contattare per il marchio della distribuzione’. Giovanni Cosentino mi rispose: “Non sono interessato al progetto poiché i distributori non mi interessano’. Ci salutammo cordialmente, come sempre, e tutto sembrò finito là. Sembrò perché, invece, tutto probabilmente ha avuto inizio in quell’occasione”.

L’inchiesta dei pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro, Francesco Curcio, Fabrizio Vanorio, è sfociata nell’incarcerazione dei fratelli Cosentino con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo camorristico. L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Isabella Iaselli riporta stralci delle dichiarazioni di Gallo. Ilfattoquotidiano.it ha potuto consultarne i verbali integrali. La ricostruzione del concorrente dei Cosentino è precisa, minuziosa. I magistrati la ritengono attendibile. Eccone alcune parti. Gallo spiega che nel 2001 dovette cedere la gestione dell’impianto Q8 già aperto perché stritolato dai problemi economici connessi alla mancata apertura del secondo distributore. Problemi che “posero la società che amministravo in forti difficoltà economiche che condussero la Q8 a sciogliere ogni rapporto creditizio in mio favore”. “Prima del 2001 infatti – sostiene l’imprenditore – i miei rapporti con la Q8 erano davvero idilliaci: avevo si una fidejussione bancaria che garantiva il pagamento del carburante che mi veniva periodicamente scaricato sull’impianto, ma è anche vero che la stessa Q8, come si usa fare nell’ambiente, spesso mi concedeva il vantaggio di pagare un carico di carburante allo scarico del successivo carico”.

Gallo addebita anche queste sfortune ai Cosentino: “Sono convinto del fatto che, ad incrinare i rapporti con la Q8, non siano state tanto le mie vicende personali quanto le pressioni operate dai fratelli Cosentino di Casal di Principe. Si tratta, come penso sia noto, di Nicola, Giovanni ed Antonio Cosentino i quali, insieme ad altri fratelli, coi quali non ho avuto rapporti personali, gestiscono la Aversana Petroli, impresa di Casal di Principe che da anni è nel settore della distribuzione dei carburanti e, negli ultimi dieci anni, anche della gestione delle stazioni di rifornimento e di servizio”. E aggiunge: “Nel 2001, ma anche negli anni precedenti, il fratello dei Cosentino che aveva stretti legami con la dirigenza della Q8 di Roma è Giovanni. Alludo a loro pressioni fatte ai vertici della Q8 di Napoli per costringermi a lasciare il mio primo distributore”.

Pressioni che andranno a segno. Gallo racconta che l’atteggiamento cordiale e amichevole di Giovanni Cosentino nei suoi confronti mutò quando iniziarono i lavori di sbancamento dell’area di Casal di Principe dove sarebbe sorta la loro pompa. “L’offensiva si concretizzò in una continua pressione esercitata sugli organi politici ed amministrativi del Comune di Villa di Briano affinché sospendesse i lavori che stavo portando avanti. Informatomi della circostanza, mi venne detto che tali pressioni erano scaturite da una lettera della Regione Campania, a firma di Letizia Luigi (finito ai domiciliari, ndr), con la quale venivano chieste spiegazioni e chiarimenti sull’autorizzazione concessami”. Gallo motiva così la carriera di Letizia in Regione: “A seguito dell’elezione al Consiglio Regionale della Campania di Nicola Cosentino nel 1995, venne nominato quale dirigente di un Servizio dell’Ufficio Carburanti della Giunta Regionale della Campania. (…) mi era stato detto che era stato assegnato a tale incarico per volontà di Nicola Cosentino e per agevolare le aziende di famiglia”.

Gallo ricorda anche la guerra legale scatenata dai Cosentino nei suoi confronti: “Tra il 2001 ed il 2002, inoltre, l’Aversana Petroli intraprese anche azioni processuali amministrative nei miei confronti e nei confronti del Comune di Villa di Briano presso il Tar Campania, impugnando l’autorizzazione che mi era stata rilasciata nel marzo 2000 nonché chiamando in causa il Comune di Villa di Briano per aver omesso di comunicare ai comuni limitrofi il rilascio di tale provvedimento”. Il Comune verrà condannato. Il resto è storia.