Se in Calabria il centrodestra imbavaglia i giornalisti, il centrosinistra segnala i bravi che, guarda caso, sono sempre gli stessi graditi al centrodestra. L’ultimo esempio è quello del neo segretario del Partito democratico che ha inviato – come racconta il quotidiano “L’Ora della Calabria” – una lettera al premier Matteo Renzi per elogiare le doti del caporedattore del TgR Calabria Annamaria Terremoto, amica personale del dimissionario presidente della Regione Giuseppe Scopelliti sin da quando la Rai ne impose la collocazione a Reggio Calabria per raccontare nei minimi particolari le gesta dell’allora sindaco della città dello Stretto. Un modo per santificare mediaticamente sulle reti del servizio pubblico quel “modello Reggio” che oggi i magistrati, almeno in primo grado, hanno certificato essere criminogeno.

Ma se da una parte l’ex parlamentare del Pd Franco Laratta aveva proposto una giornata di liberazione del Tg3 regionale accusando la giornalista Terremoto di infarcire il telegiornale “di sagre della cipolla e kermesse simili pur di oscurare le magagne di Scopelliti, Gentile e soci”, il segretario del Partito democratico Ernesto Magorno (nella foto con Renzi durante la visita a Scalea), ex sindaco di Diamante, ha addirittura inviato una lettera al presidente del Consiglio per elogiare le doti della Terremoto come quella grande giornalista che ha prestato particolare attenzione alla visita di Renzi a Scalea. 

Video – la contestazione a Magorno durante la visita di Renzi 

“Egregio Presidente, – si legge – la notizia della sua presenza a Scalea ha avuto una capillare risonanza sul territorio, anche grazie al Tg3 che, attraverso la testata regionale, ha garantito un’ampia e approfondita copertura dell’evento con numerose finestre prima, durante e dopo il suo svolgimento. Il Tg3 Calabria, in tutte le edizioni, ha dato il meritato risalto alla sua visita e alla sua figura, nella duplice veste di Presidente del Consiglio e di segretario nazionale del Pd”.

Esaurita la dovuta riverenza e dopo aver lusingato a dovere il premier, Magorno preannuncia lo speciale che la Terremoto avrebbe dedicato nei giorni seguenti al suo incontro con la scolaresca dell’istituto comprensivo “Caloprese”. Il vero messaggio, però, è alla fine della lettera: “In realtà, – scrive Magorno – fin dall’inizio, il Tg3 Calabria ha dimostrato grande interesse giornalistico verso l’attività del Pd, seguendone l’excursus e comunicando, puntualmente, ogni iniziativa rilevante, organizzata dal partito. Mi sembra doveroso, quindi, portare alla sua attenzione l’efficienza e la qualità dell’informazione e del servizio reso dal Tg3 Calabria in generale e, particolarmente, nel raccontare le diverse fasi di una giornata, oserei dire epocale, per il Pd e per l’intera regione”.


Un’informazione efficace e di qualità che, in questi anni, però non ha informato i calabresi sul “caso Gentile” che ha portato alle dimissioni del sottosegretario del Nuovo Centrodestra, sul processo “Fallara” concluso con la condanna del governatore Scopelliti a 6 anni di reclusione, sullo scioglimento del Comune di Reggio per infiltrazioni mafiose e sulle varie inchieste antimafia che hanno spalancato le porte del carcere a diversi politici calabresi. Sono tutte notizie che nel Tg regionale della Rai hanno sempre trovato poco spazio. Alcune di queste, addirittura non sono mai finite nella scaletta del telegiornale. Appena pochi giorni fa l’ex giornalista Rai Anna Rosa Macrì, durante un dibattito pubblico, ha riferito di censure, bavagli e mobbing da lei subiti quando lavorava nella stessa testata che, guidata già dalla collega Annamaria Terremoto, non ha neppure dato la notizia dell’avviso di garanzia a Scopelliti.


Cambiano gli equilibri politici e, di conseguenza, cambiano gli sponsor dei giornalisti che, in Calabria, fanno carriera non pubblicando le notizie scomode al potente di turno. La lettera di Magorno ha scatenato una feroce polemica e un’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci secondo cui “il Tgr Calabria obbedisce al Pd, perciò il caporedattore, Annamaria Terremoto, deve essere protetta, mantenuta al suo posto. È quanto ha significato il segretario del Pd regionale, il renziano Ernesto Magorno, nella sua lettera al presidente del Consiglio. Una Rai così “terremotata” non si era mai vista. Il metodo è sempre lo stesso; come per la vicenda del figlio del senatore Gentile, del Nuovo Centrodestra, si nasconde la verità per restare a galla, per tutelare interessi politici e affari privati. È un tipico abuso dei partiti. La lettera di Magorno a Renzi mostra tutto lo squallore di questi politici, volgari riciclati e responsabili della disinformazione e dei silenzi del servizio pubblico in Calabria, in cui ‘ndrangheta e politica hanno distrutto il lavoro e alterato la normale vita civile”.

La “raccomandazione” di Magorno – che il politico definisce di routine – ha creato un po’ di malumori all’interno del Pd calabrese dove c’è chi ha interpretato la mossa del segretario come lo spianarsi la strada per una candidatura alla Regione Calabria senza passare dalle primarie. Una possibilità che, durante una riunione a Lamezia Terme, lo stesso Magorno ha escluso sostenendo di non voler correre alle primarie per decidere chi dovrà essere il candidato del centrosinistra del dopo Scopelliti. A tenere banco, però, è stata la scelta dei candidati alle europee. I renziani calabresi sembrano stringere sul nome del consigliere regionale Mario Maiolo scartando l’ipotesi degli uscenti Pino Arlacchi e Mario Pirillo, il primo reo di avere accettato dal governatore Scopelliti la presidenza della fondazione “Magna Grecia” mentre il secondo di essere approdato in ritardo alla corte dell’attuale presidente del Consiglio.

La bufera provocata dalla lettera di raccomandazione di Magorno ha spinto i giornalisti del Tgr Calabria a scrivere un documento e prendere una posizione. “Basta con le ingerenze della politica sulla Rai” si legge nel documento della redazione. Le giornaliste e i giornalisti della Rai chiedono di essere messi in condizione “di lavorare con serenità e autonomia, rispondendo soltanto ai giudizi dei cittadini che pagano il canone. Dopo le polemiche di questi giorni la redazione del Tg Calabria, riunita in assemblea, ritiene che adesso più che mai sia necessario cambiare il rapporto dell’informazione con la politica. Le critiche di questi giorni ci hanno fatto male, ma ci hanno anche aiutato a riflettere sulla necessità di cambiare passo in alcuni casi. Vogliamo diventare noi, in prima persona, i garanti della libertà e della qualità della nostra informazione. Dai politici non vogliamo né lusinghe, né critiche di parte. Entrambe le respingiamo al mittente. Ci fa orrore l’idea di essere valutati solo per lo spazio concesso a questa o quell’altra sigla”.