“Tira fuori i soldi per le cotolette per la settimana prossima… no, perchè i fratelli Ponz se ne mangeranno almeno 45-50 a testa”. Costantino Ruggiero, identificato come “un intermediario con ambienti istituzionali” da parte della Procura di Milano nell’inchiesta sulla Banca popolare di Milano, si esprime così in una intercettazione telefonica depositata con la chiusura dell’inchiesta a carico, tra gli altri, dell’ex presidente della popolare Massimo Ponzellini, con al centro i presunti finanziamenti illeciti concessi dall’ex presidente dell’istituto di credito milanese, che nel 2012 era finito agli arresti domiciliari. “Dalle analisi delle conversazioni allegate è stata rilevata una certa anomalia nel dialogo” spiegano gli investigatori e “verosimilmente stanno parlando di dazioni di denaro e altre utilità”.

Ruggiero e Regonesi erano in contatto con Alberto Ponzellini, imprenditore fratello di Massimo. In un’altra occasione Ruggiero dice alla sua segretaria Lucia: “Lunedì mi organizzi di far arrivare le mozzarelle all’avvocato Biandrino, viale Majno… quelle buone, eh…”. Alla donna, che gli chiede la quantità Ruggiero risponde: “Gli facciamo fare una ricottina, le mozzarelline e poi una selezione di yogurt e budini di bufala”… E ancora: “Cioccolato fondente, poi, una selezione di cioccolato fondente”. Un’altra volta, a Ruggiero arriva questo sms da parte di tale Dany: “Mio padre stanotte è andato a pesca. Dentice grande e calamari!”.

La nomina al vertice di Bpm di Massimo Ponzellini sarebbe stata “sponsorizzata soprattutto” dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, emerge da un’altra intercettazione depositata. La conversazione intercettata risale al 12 aprile 2009, qualche giorno prima della nomina di Ponzellini. Al telefono ci sono i banchieri Fabrizio Palenzona e Salvatore Mancuso. Il primo chiede: “Ponzellini tu lo conosci o non lo conosci?”. E Mancuso: “Io?… è un mio fraterno amico, come no, ho spinto poi quando (…) e lui è stato… è stato sponsorizzato fortemente da Tremonti e da Berlusconi, no?”. Palenzona: “Da Tremonti soprattutto”. Il 10 aprile in un’altra intercettazione tra Mancuso e il banchiere piacentino Beniamino Anselmi, quest’ultimo chiede “quindi poi Ponzellini chi lo ha tirato fuori?” La risposta: “Tremonti…”.

Gi atti dell’inchiesta raccontano diversi aspetti della gestione disciutibile dello storico istituto milanese.  Gli inquirenti sottolineano “lo stupore che ha manifestato Roberto Frigerio, vicedirettore generale di Bpm, durante un tentativo di chiamata del 10 agosto circa l’operato di Enzo Chiesa (ex dg della banca), il quale avrebbe buttato via la somma di 120mila euro nella disponibilità della banca per l’acquisto di tessere della squadra di calcio del Milan“, si legge nel documento.

Tra i 17 indagati che a breve rischiano di finire sotto processo figura anche Antonio Cannalire, l’ex braccio destro di Ponzellini, che frequentava “abitualmente” la Camera e il Senato. Lo scrivono gli investigatori della Gdf di Milano in una informativa agli atti dell’inchiesta. La Gdf segnala come siano state intercettate “numerose conversazioni telefoniche dalle quali emerge che Cannalire abitualmente frequenti la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica”. Addirittura, si legge ancora nell’informativa, il 6 dicembre 2011 “Cannalire riferisce al suo interlocutore di trovarsi alla Camera dei Deputati in quanto è un ‘luogo protetto'”. Indagato anche Francesco Corallo, patron del gruppo Atlantis/B-plus attivo nel gioco d’azzardo legale.