Settecento euro al giorno per dettare i tagli previsti dalla spending review. E’ quanto ha guadagnato nel 2013 il super commissario Carlo Cottarelli, secondo quanto ha spiegato il ministero dell’Economia smentendo un articolo del quotidiano Il Tempo. Via XX Settembre ha fatto sapere in una nota che “il compenso lordo del 2013 si è attestato a circa 48.700 euro”, definendo “sbagliata” la ricostruzione del quotidiano, secondo cui la busta paga è stata di 150mila euro per i soli 68 giorni in cui ha lavorato nel 2013, pari a 2.200 euro quotidiani.

Il Tempo scrive che il lavoro del commissario sarebbe compensato con un contratto del valore di 950mila euro per quattro anni, dal 2013 al 2016. “La norma richiamata nell’articolo – prosegue il Mef – fissa il tetto del costo massimo per lo Stato, non la retribuzione annua lorda effettivamente concordata, determinata (con Dpcm del 16/12/2013) nel minore importo di 258mila euro”. Il Tempo aggiunge che quell’importo per la remunerazione del lavoro del Commissario sarebbe stato spalmato su quattro anni, benché il lavoro sia cominciato soltanto nell’ottobre del 2013, per eludere il tetto massimo dei compensi previsti per i dirigenti pubblici.

“È un’informazione sbagliata in realtà la retribuzione lorda annua concordata per il lavoro del Commissario è di 43mila euro in meno (ovvero il 14% in meno) del tetto massimo“, replica il Mef, sottolineando che “peraltro a questo importo non si aggiunge alcun altro benefit, come invece è prassi per molti manager privati e pubblici (per esempio autovettura di servizio)”.