Editoriale di Marco Travaglio che legge in chiave satirica la lettera inviata da Daniela Santanchè a Napolitano per richiedere la grazia a Berlusconi. Nell’epistola rivisitata dal vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, la parlamentare di Forza Italia descrive l’incontro tra Matteo Renzi e Angela Merkel: “Scusi, Sire, ma l’ha visto Renzi con la Merkel? Nemmeno un cucù, nemmeno una telefonata-fiume mentre lei lo aspettava, non l’ha nemmeno chiamata culona inchiavabile. S’è limitato a mettersi un cappottone siberiano modello Totò e Peppino e a sbagliare l’abbottonatura, sai che roba. Berlusconi si sarebbe inventato ben di meglio: una puzzetta in ufficio, una toccatina al culo, o tirarsi giù i pantaloni e sfidarla a chi ce l’ha più lungo. Non ci siamo”. E aggiunge: “L’altro giorno, poveretto, ha tentato di far entrare di soppiatto la figlia di Red Canzian, con la scusa di un provino canoro. Son volati stracci, stoviglie e mattarelli. Altro che servizi sociali: piuttosto la galera. Ogni tanto vede Verdini, ma di rado, perchè Verdini è sempre da Renzi. Ghedini” – continua – ” viene spesso, ma per mettergli in testa idee strane: l’ha persino convinto che a Brescia gli rifaranno il processo Mediaset, la Corte di Strasburgo abrogherà la Severino, quella di Lussemburgo gli cancellerà la condanna, e ora stan provando con le corti di Amburgo, Magdeburgo, Friburgo e San Pietroburgo. Il giro del mondo”. Travaglio prosegue ironicamente: “A me non mi fanno più entrare da mesi: l’ultima volta che ci sono riuscita ho dovuto travestirmi da Marysthelle Polanco travestita da Ilda Boccassini: lui appena m’ha vista è scappato urlando “Oddio, son venuti a prendermi”. Gli è preso un coccolone. Ho scritto anche al Santo Padre, perchè metta una parola buona. E quello manco una piega: sono l’unica italiana a cui non ha ancora telefonato”. E conclude: “Bisogna fermarlo e solo lei, Altezza Reale, può riuscirci. Io, parola di Pitonessa, sono pronta fin da ora a sotterrare l’ascia di guerra e a prostrarmi ai suoi piedi a baciare la sacra pantofola. Mi porto dietro pure il Pitone, cioè Sallusti. Daniela la Pitonessa e Alessandro il Pitone. Con la faccia dove sappiamo