“Non entro in questioni di livello nazionale. Ma la normativa europea è molto chiara su questo”. La vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding chiude sulla possibilità che Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva a quattro anni per frode fiscale, possa candidarsi alle elezioni europee del prossimo maggio. 

Decaduto dal Senato della Repubblica per effetto della legge Severino lo scorso 27 novembre, Berlusconi non sembra essersi rassegnato: è di appena tre giorni fa la telefonata a un’iniziativa di Forza Italia a Montecatini per annunciare la sua (ri)discesa in campo: “Sarò felice di essere in campo nelle cinque circoscrizioni che sempre mi hanno dato tra i 600 e i 700mila voti ciascuna. Spero di poter avere velocemente una risposta dalla Corte europea”. Ora l’Europa manda a dire che “le norme sono chiare”, traducibile con “Berlusconi è ineleggibile”. Forza Italia però continua la battaglia e, su Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff dal gruppo forzista alla Camera, ribadisce: “Il nostro leader aprirà le liste di Forza Italia in tutte e cinque le circoscrizioni italiane. Volerlo impedire equivale a truccare il risultato elettorale, è un broglio preventivo, una sofisticazione alimentare del pane democratico”. Secondo il partito del Cavaliere “è un gran bene per tutti se Berlusconi rientrerà come parlamentare nelle istituzioni europee, da statista qual è. È interesse di tutti che concorra nella pienezza dei suoi diritti politici. Anche ad Angela Merkel. Ci rifletta il presidente della Repubblica“.

Già, il presidente della Repubblica, destinatario finale delle firme che Il Giornale ha iniziato a raccogliere il 16 marzo su iniziativa della pitonessa Daniela Santanchè che, con il motto “Disobbediamo, una firma per candidare Berlusconi“, spronava dalle pagine del quotidiano milanese “migliaia di italiani” a firmare l’appello per chiedere la grazia a Giorgio Napolitano e dare contemporaneamente battaglia per la candidatura a Bruxelles del Cavaliere. Firme e disobbedienza, in vista della scadenza del 10 aprile, data in cui il tribunale di sorveglianza di Milano deciderà se affidare Berlusconi ai servizi sociali o ai domiciliari dopo la condanna nel processo Mediaset. Ma l’iniziativa della Santanchè rivolta a Napolitano pare non essere piaciuta a Berlusconi stesso che, secondo la ricostruzione de Il Corriere della Sera, ha espresso disappunto per l’intraprendenza della pitonessa: “Ha passato il segno, si è indebitamente appropriata di un’idea che semmai doveva essere lanciata dai club – ha detto il Cavaliere ai suoi – Secondo voi avrei messo in mano un’iniziativa simile a una che non va d’accordo con almeno tre quarti di partito e che è apertamente ostile a Napolitano? Questa storia avrà delle conseguenze”. 

Intanto, già domani la Corte di Cassazione deciderà sulla durata della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, dopo la riduzione a due anni stabilita dalla Corte di appello di Milano. Ma l’ex premier ha già in mente tutta una serie di ricorsi (coinvolgendo Tar e Corte europea), per rientrare in partita.